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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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e c n m i I a n o 

28 settembre 1 992 





ecn milano 27 settembre 1992 


INDICE DEI CONTENUTI 


SCIOPERO GENERALE! 


1 

VALENPAR.TXT 

( 26 / 09 / 92 ) 

MI Lettera al Manifesto 

2 

GB140992.ASC 

( 14 / 09 / 92 ) 

Mozione autoorganizzati rama 

3 

MI20915.TXT 

(15 / 09 / 92 ) 

Comunicato assemblea FLMU 
Sciopero generale 2/10 

4 

GB1 70992. ASC 

( 17 / 09 / 92 ) 

Mozione conclusiva assemblea del 15 FLMU 

5 

MI20918A.TXT 

( 18 / 09 / 92 ) 

Proteste spontanee dei lavoratori contro il governo 

6 

COB.DOC 

( 19 / 09 / 92 ) 

Estendiamo la rivolta 

Coll. INCOMPATIBILI su decreto 

7 

FI20919.TXT 

( 19 / 09 / 92 ) 

La giunta comunale nega P.Santa Croce 

8 

RM20921.ASC 

( 21 / 09 / 92 ) 

Assemblea nazionale su sciopero 

9 

RM20921 A.ASC 

( 21 / 09 / 92 ) 

Assemblea cittadina su sciopero del 2 Ottobre 

10 

MI20922.TXT 

( 22 / 09 / 92 ) 

Adesione sciopero e corteo 23 settembre a Milano 

11 

GALLORI.DOC 

( 22 / 09 / 92 ) 

Gallori risponde alle accuse di Trentin 

12 

TRENTIN.FIR 

( 22 / 09 / 92 ) 

Contestazioni al comizio fiorentino di Trentin 

13 

SCIOPERO.ASC 

( 22 / 09 / 92 ) 
da Imperia 

14 

MI20922A.TXT 

( 23 / 09 / 92 ) 

Per lo sciopero generale 

15 

PRCOCCO 

( 23 / 09 / 92 ) 

Lacrime Di Coccodrillo (Parma: no ai sindacati) 

16 

BO920923.DOC 

( 23 / 09 / 92 ) 

Da Bologna contestazione comizio sindacati 







17 

RM20923A.ASC 

( 23 / 09 / 92 ) 

Comunicato lavoratori sip 
su manovra governo Amato 

18 

BG23092.TXT 

( 23 / 09 / 92 ) 

Da Bergamo Contestazione Comizio Cgil 

19 

COMUNIC.DOC 

( 24 / 09 / 92 ) 

Comunicato Sul Corteo Di Firenze 22.9.92 

20 

COMUNIC2.DOC 

( 24 / 09 / 92 ) 

Comunicato Corteo Di Milano 23.9.92 

21 

MI230992.TXT 

( 24 / 09 / 92 ) 

Comunicato su sciopero manifestazione MI 

22 

GE209224.DOC 

( 24 / 09 / 92 ) 

Comunicato Corteo a Genova 

23 

SCIOPERO. MO 

(24 / 09 / 92 ) 

Modena; arrivano i nostri! 

24 

PD920924.TXT 

( 25 / 09 / 92 ) 

Corteo e carica a Padova 24.09.92 

25 

TO20925A.TXT 

( 25 / 09 / 92 ) 

Cariche al corteo sindacale 

26 

BSSCIOP2.TXT 

( 25 / 09 / 92 ) 

Cronaca contestazione Brescia 25/9/92 

27 

BSSCIOP1.TXT 

( 25 / 09 / 92 ) 

Volantino sciopero Brescia 25/9/92 

28 

DISDETTA.TXT 

(25 / 09 / 92 ) 

Modulo per stracciare tessera sindacato 

29 

RM20924B.ASC 

( 27 / 09 / 92 ) 

Comunicato USI su manovra economica 

30 

RM20927.ASC 

( 27 / 09 / 92 ) 

Comunicato sulla manifestazione dei pensionati 

31 

COMUNIC3.TXT 

( 28 / 09 / 92 ) 

Comunicato manifestazione 24/9/92 T28 

32 

MI20927.TXT 

( 28 / 09 / 92 ) 

Intervento Leoncavallo ass. rama autorganizzati 

33 

MOZIONE.ASC 

( 27 / 09 / 92 ) 

Mozione finale assemblea autorganizzati 





NEONAZISMO 


34 

IMPERIA.ZIP 

( 19 / 09 / 92 ) 

Ultime notizie da Imperia 

35 

NAZIBAS.TXT 

( 21 / 09 / 92 ) 

Da Bassano su uccisione tossicodipend. 

36 

NAZISKIN. MO 

( 25 / 09 / 92 ) 

Anche a Modena manifestazione di naziskin 

37 

RM20924A.ASC 

( 27 / 09 / 92 ) 

Violenze contro immigrati 



CARCERE 

38 

RM20914.ASC 

( 17 / 09 / 92 ) 

Liberta' per Achour Boutaleb 



PALESTINA 

39 

PAL20820.ASC 

(17 / 09 / 92 ) 

Intervista compagni palestinesi 



L'EUROPA DEI PADRONI 

40 

BIAEC.TXT 

( 20 / 09 / 92 ) 

Intervista a Bianchini su tempesta finanziaria 

41 

MAASTRIC.TXT 

( 21 / 09 / 92 ) 

Telefonata da Parigi su esito referendum 



COMUNICAZIONE 

42 

HACKART.MSG 

( 16 / 09 / 92 ) 

Hacker Art BBS 

43 

ANNZERO.TXT 

( 20 / 09 / 92 ) 

E'uscito ZEROnetwork n°2 

44 

BOLOFAX 

( 22 / 09 / 92 ) 

Numero Fax Bologna Nuovo 

45 

SIOP.DOC 

(24 / 09 / 92 ) 

Creazione Servizio Agenzia Informazione 


CINEMA & MUSICA 

46 CAMPBELL.DOC (14 / 09 / 92 ) 

Recensione film "fusi di testa"- BO 

47 KALENDAR.TXT Programmazione Concerti del Leoncavallo 


r 


ecn milano 











SCIOPERO GENERALE! 


1 File : VALENPAR.TXT 


Milano, 23 settembre 1992 

A proposito del commento di Valentino Parlato alla 
contestazione di Trentin a Firenze, apparso sul 
manifesto del 23.9.92, Per chi suona la campana,: 
non ci stupisce la posizione dei "pompieri" del ma- 
nifesto, che gettano acqua sui fuochi della conte- 
stazione al sindacato, ma anche "tirano l'acqua al 
proprio mulino" e per mezzo della penna di Parlato 
affermano: "E 1 in questo misto di disorientamento, 
abbandono, disperazione che nasce fortunata- 
mente una rabbia, che sfortunatamente prende la 
via dei bulloni." 

Il filo della memoria - che ci accomuna - ritorna 
alla cacciata di Lama dall'università di Roma in 
quello storico giovedì 17 febbraio del '77 e oggi 
come allora i vecchi "compagni del pdup" non ri- 
nunciano a criminalizzare e marginalizzare la pro- 
testa quando questa assume le tinte forti del rifiuto, 
a tirare un colpo al cerchio del dissenso e uno alla 
botte di un confronto con il sindacato. 

Ieri Lama, oggi ramato" Trentin: chi ha 

"coscienza" del proprio sfruttamento conosce da 
tempo quel perverso meccanismo che fa del sin- 
dacato un elemento di riequilìbro nel conflitto tra le 
parti sociali e di legittimazione della politica del 
governo. Un ruolo, ieri contingente alla politica 
della cogestione della crisi economica e istituzio- 
nale degli anni 70, oggi strutturale, nella ridefini- 
zione della sua funzione su una scena politica 
economica e sociale ridisegnata dalla totale perdita 
di credibilità dei partiti, oltre che dalle regole di 
Maastricht e dalla deregulation del mercato e della 
forza lavoro. Abbandonati i lavoratori, oggi la 
"Triplice" gioca la sua carta di "forza trasversale - 
di governo - della sinistra", quell'unità di sinistra 
che tanto piace ad Occhetto, a cui si appella 
Garavini e ammicca Martelli, e praticata da Trentin 
nella fattispecie sindacale. 

Chi lavora per l'autodeterminazione della propria 
vita e l'autorganizzazione dei lavoratori sa bene 
che all'interno delle organizzazioni sindacali non 
c'è niente che valga la pena di salvare, contraria- 
mente a quanto pensa Parlato. 

La qualità della propria vita non può essere og- 
getto di contrattazione sindacale, ma di un ampio 
fronte di lotta costituito dai differenti settori sociali. 
Non di sirene d'allarme si è trattato, ma di cam- 
pane a morto e quei lanci hanno misurato la di- 
stanza scavata in questi decenni tra lavoratori, 
forze sociali e sindacato; tra sindacato e la sua 


stessa base. Chi in questi giorni ha potuto vedere 
le immagini dei tg, contraddette dalle veline che 
venivano lette dai commentatori, ha potuto con- 
statare come a lanciare quei bulloni non ci fosse 
uno sparuto gruppo di "autonomi brutti sporchi e 
cattivi", ma gente comune, lavoratori, studenti, di- 
soccupati, senza casa, compagni. E nessuno si è 
mosso, a parte i reparti della polizia. 

Oggi, Trentin non può contare neppure su quelle 
"truppe d'assalto" che armate di bastoni avevano 
imposto Pordine" all'università di Roma e garantito 
l'incolumità di Lama e che negli anni successivi 
non hanno perso occasione di picchiare i compa- 
gni nelle piazze, denunciarli sui posti di lavoro e 
nelle università. 

Anche in tempi recenti. Cambia il partito ma il ser- 
vizio d'ordine resta. Come il primo maggio dello 
scorso anno quando in piazza Duomo a Milano i 
"gorilla" del sindacato, guidando le cariche della 
celere, hanno aggredito con mazze e bastoni lo 
spezzone degli autorganizzati e dei centri sociali 
senza neppure aspettare l'inizio di una qualche 
contestazione. 

Solo la polizia può difendere Trentin, solo polizia e 
sindacato possono difendere questo stato e le sue 
istituzioni. 

Ma non è finita: il cattivo gusto non manca e subito 
riappare il feticcio degli assalti fascisti, degli at- 
tacchi alla democrazia, d'altra parte in questi anni 
hanno sempre funzionato! 

E' tempo - però - di schierarsi. E dire da che parte 
si sta. E' più fascista lanciare qualche bullone o 
smantellare le garanzie sindacali e cancellare il di- 
ritto di sciopero? Dividono di più quei bulloni o la 
disgregazione voluta dal sindacato di quella forza 
d'urto che la contrattazione collettiva costituisce? 
Mortificano di più quegli insulti o l'annientamento 
del principio di democrazia "diretta" dei lavoratori? 
E' più fascista qualche lancio di pomodori o la ri- 
forma del sistema pensionistico e la privatizzare 
dei servizi sociali,? Dare sfogo alla propria - giusta 
- incazzatura o fare leggi che rafforzano la specu- 
lazione sulla casa, la logica del profitto applicata ai 
diritti fondamentali di ogni individuo (sanità e istru- 
zione per esempio), "diritti" tra l'altro già ampia- 
mente pagati con i prelievi diretti dalla busta paga? 
E' più fascista ribellarsi ad un ulteriore 
"impoverimento" della propria condizione di vita, o 
tenere in carcere migliaia di tossicodipendenti, 
malati di aids, extracomunitari, compagni che non 
hanno svenduto le proprie idee e le proprie lotte in 
cambio di una boccata di "falsa" libertà? 

CENTRO SOCIALE OCCUPATO LEONCALLO 

CENTRO AUTOGESTITO GARIBALDI 

RADIOONDA DIRETTA 

ECN MILANO 

Milano, 23 settembre '92 


1 





2 File : GB140992.ASC 


3 File : MI20915.TXT 


L'incontro nazionale delle realtà' autorganizzate 

tenutosi a Roma il 12/9 ritiene indispensabile dare 
visibilità' alla giusta rabbia di migliaia e migliaia di 
lavoratrici e lavoratori costretti a subire l'ennesimo 
attacco si inaudita violenza alle condizioni di vita 
con l'accordo del 31 luglio. 

L'accordo non sarebbe passato se non grazie alla 
compartecipazione piena dei vertici confederali ai 
disegni del governo e del padronato. 

La possibilità', per i lavoratori dipendenti pubblici e 
privati, di difendere insieme agli altri settori sociali 
colpiti passa direttamente per lo sviluppo della 
riorganizzazione di base senza farsi piu 1 illusioni 
sulla responsabilità' e rìfondabilita' di CGIL CISL 
UIL. 

Scadenze di lotta unificanti sono da ritenersi l'inizio 
di un percorso che porti alla costruzione di un 
fronte di lotta in difesa dei diritti e degli interessi dei 
lavoratori. 

In questo senso si propone l'avvio di momenti di 
discussione e di mobilitazione in tutti i posti di la- 
voro in preparazione di un' ASSEMBLEA 
NAZIONALE UNITARIA di tutte le realta' autorga- 
nìzzate di base per l'elaborazione di una piatta- 
forma di lotta comune VERSO UNA GIORNATA DI 
SCIOPERO GENERALE CON MANIFESTAZIONE 
nazionale a Roma. 

Queste proposte verranno portate in tutte le realta' 
autorganizzate a cominciare dall'assemblea na- 
zionale convocata dalla CUB il 15/9 a Milano, col 
fine di operare il massimo sforzo per arrivare ad 
una scadenza nazionale unitaria e superare il ri- 
schio di. dannose divisioni. 

La proposta di data per l'assemblea e' il 27/9 a 
Roma. 

Per contatti c/o COBAS Comitati Unitari di Base 
della Scuola 

via Balilla 7 tei. fax 06/70 452 452 


Sciopero generale per il 2 ottobre con manifesta- 
zione a Roma, questa la decisione assunta 
dall'assemblea dei sindacati indipendenti e di base 
promossa dalla Confederazione Unitaria di Base 
(C.U.B.) tenutasi a Milano presso l'aula magna del 
liceo Carducci. 

Lo sciopero generale viene indetto contro la poli- 
tica economica del governo e l'accordo firmato il 
31.7 da CGIL-CISL-UIL che abolisce la scala 
mobile e blocca la contrattazione articolata. 

Milano, 15.09.92 

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti 


4 File : GB170992.ASC 


MOZIONE CONCLUSIVA DELL'ASSEMBLEA 
NAZIONALE DEL 15/9/92 AL LICEO CARDUCCI 
DI MILANO 

L'Assemblea Nazionale, promossa dalla CUB, 
dalle strutture di base, dai delegati e dai lavoratori 
tenutasi il 15/9/92 a Milano ha confermato il giudi- 
zio negativo sull'accordo del 31/7/92 che ha can- 
cellato la scala mobile e la contrattazione decen- 
trata e sul gravissimo attacco alle condizioni di la- 
voro e di vita di milioni di lavoratori portato avanti 
da governo e padronato con l'accordo di CGIL- 
CISL-UIL. 

L’Assemblea ritiene necessario dare una risposta 
concreta, generale e tempestiva all'accordo del 
31/7 e ai provvedimenti del governo, mobilitando i 
lavoratori, i pensionati, i cittadini, al fine di respin- 
gere tali contenuti e rendere visibile l'opposizione 
ai progetti di ristrutturazione, ed aprire una fase di 
rilancio del sindacalismo indipendente di base che 
sappia raccogliere l'esigenza di milioni di lavoratori 
di ricostruire il sindacato democratico. 

L'Assemblea fa propria la proposta di indire uno 
sciopero generale per il 2/10 con una manifesta- 
zione nazionale a Roma. 

Per : 

- ripristinare la scala mobile e sostenere la con- 
trattazione articolata 

- il rinnovo immediato dei contratti del pubblico 
impiego 


2 






- la difesa dell'occupazione e la riduzione 
dell'orario di lavoro 

- la riduzione delle trattenute sulla busta paga 

per il diritto dei lavoratori a decidere sugli accordi 
ed eleggere democraticamente i propri rappresen- 
tanti sindacali. 

Contro : 

- il taglio delle pensioni e dello stato sociale 

- la liberalizzazione degli affitti e le tasse sulla 
casa 

- i provvedimenti economici del governo Amato 

- l'accordo firmato da CGIL-CISL-UIL il 31/7 

- la privatizzazione del rapporto di lavoro nel P.l. 

L'Assemblea invita tutti i lavoratori, i delegati, le 
strutture sindacali indipendenti e di base a lavorare 
nei posti di lavoro, nei quartieri, tra i cittadini e i 
pensionati per la riuscita dello sciopero generale e 
della manifestazione. 

L'assemblea invita le forze politiche democratiche, 
i singoli parlamentari a sostenere fattivamente e ad 
aderire e partecipare allo sciopero generale e alla 
manifestazione. 

L'assemblea invita tutte le forze impegnate nel 
respingere l'attacco al mondo del lavoro a costruire 
in tempi brevi nuovi momenti di confronto nazio- 
nale per stabilire attraverso quali ulteriori iniziative 
proseguire insieme la lotta. 


5 File : MI20918A.TXT 


Milano, 18 settembre 1992 - ore 15.30 

Oggi, subito dopo la pausa di mensa, i lavoratori 
della Roche di via Padova (multinazionale farma- 
ceutica) sono scesi in sciopero spontaneo contro il 
governo. 

Circa 150 lavoratori sono scesi in strada e hanno 
fatto un corteo nelle vie attorno alla fabbrica effet- 
tuando alcuni blocchi stradali e raccogliendo il 
consenso degli abitanti del quartiere. 

Altre fermate spontanee sono state fatte nella mat- 
tinata dai lavoratori della Maserati e dell'lnnocenti 
di Lambrate e di altre fabbriche del quartiere, che - 
circa in un migliaio - hanno fatto blocchi stradali e 
un corteo per le strade del quartiere. 

Ecn milano 
Radio Onda Diretta 


6 File : COB.DOC 


ESTENDIAMO LA RIVOLTA CONTRO IL 
GOVERNO AMATO 

Dopo l'accordo del 31 luglio perpetrato da 
Governo-Confindustrìa-Sindacati di Stato che ha 
cancellato definitivamente l'istituto della scala mo- 
bile, il governo estorce 92 mila miliardi a lavoratori 
e pensionati. 

PENSIONI. 1) Blocco dei pensionamenti per an- 
zianità fino al 31 dicembre '93, 

2) Eliminazione dello scatto di novembre della 
scala mobile sulle pensioni (1,8%), 

3) L'aumento dell'età pensionabile (a 65 anni per 
gli uomini, a 60 anni per le donne) è obbligatorio, 

4) La pensione va calcolata in base alle retribuzioni 
di tutta la vita lavorativa, per tutti coloro che hanno 
meno di 15 anni dì contributi. 

SANITÀ'. 1) Assistenza e cure a pagamento per 
chi ha un reddito familiare superiore a 40 milioni, 

2) "Bonus" sanitario al posto dell'esenzione. 

Ciò significa che dal gennaio '93 si pagheranno 
anche le visite. Occoreranno trentamila lire per una 
visita in ambulatorio, cinquanta mila per essere 
assistiti a domicilio. Oltre a questo bisognerà pa- 
gare farmaci e diagnostica. Quindi, i lavoratori di- 
pendenti pagheranno due volte: prima in busta 
paga e poi quando si ammaleranno. 

Oltre a questo il giro di vite dell'IRPEF è accom- 
pagnata dalla cancellazione di tutti gli oneri dedu- 
cibili. I contribuenti non potranno più usare gli in- 
teressi sui mutui, le spese sanitarie, le polizze as- 
sicurative per ridurre i propri imponibili. Queste 
spese da oneri deducibili sono state trasformate in 
detrazioni di imposta. Per il calcolo della detrazione 
si dovrà utilizzare un'aliquota del 27%. 

Il governo ha anche reintrodotto , a valere dal 
gennaio '92 (per cui la legge è retroattiva), i vecchi 
scaglioni dell'irpef. Un giochino che, se salva i 
redditi al di sotto dei 30 milioni lordi, comporta un 
rincaro dell'irpef per tutti gli altri: per fare un esem- 
pio, chi ha un reddito imponibile lordo di 32 milioni, 
dovrà pagare a dicembre un conguaglio di 140.000 
lire; che salgono a 240.000 per i redditi lordi sui 34 
milioni. 

COSA DICE E COSA FA IL SINDACATO? E' or- 
mai lampante che il sindacato è entrato a pieno ti- 
tolo e con enormi poteri all'Interno del governo, un 
sindacato quindi che non è più subalterno alle de- 
cisioni governative ma direttamente partecipe alle 
decisioni di politica economica dello stato. E' ovvio 
che i sindacati di stato non si opporranno a questo 
attacco alle condizioni di vita dei proletari, cerche- 


3 





ranno di amortizzare la voglia di lottare e di com- 
battere degli operai e dei proletari. 

Gii scioperi sindacali territoriali (nella nostra zona è 
previsto per il 29 settembre) e lo sciopero nazio- 
nale del pubblico impiego mirano a cavalcare la 
rabbia proletaria: se così non fosse perchè hanno 
siglato l'accordo del 31 luglio? Perchè non hanno 
indetto immediatamente uno sciopero generale? 
Perchè Trentin si limita solo a scimiottare 
"minacce" di sciopero generale? 

In molte città i lavoratori non sono caduti in qesti 
tranelli. Venerdì a Milano scioperi, cortei e blocchi 
stradali si sono susseguiti per gran parte della 
giornata. La stazione di Lambrate è stata bloccata 
per un'ora dai lavoratori della Maserati e della 
Faema. In quattromila sono usciti ieri dall'Alfa di 
Arese e sono andati a bloccare l'autostrada dei 
laghi. A Sesto San Giovanni corteo in viale Marelli 
dei dipendenti di Breda, Ansaldo, Ercole Marelli, 
Elettrocondutture, Abb, Falck. Altre grosse proteste 
si sono registrate a Brescia, Pomigliano, Firenze, 
Emilia Romagna e in altre città. 

Questa è la risposta più importante da dare a go- 
verno e sindacati 

per opporsi a questo micidiale attacco. E' neces- 
sario estendere ovunque la rivolta sociale contro il 
governo Amato, Padroni e sindacati. 

E' ora di spazzare via i falsi difensori dei diritti dei 
lavoratori, per cui crediamo sia fondamentale lan- 
ciare una campagna di ritiro delle deleghe sinda- 
cali. Basta finanziare chi collabora, partecipa e de- 
cide, con governo e Confindustria.l nostri soldi 
devono essere impegnati per costruire momenti di 
autorganizzazione, dove ogni lavoratore diventi 
protagonista delle proprie idee e delle lotte. 

E' necessario anche nel nostro territorio dare ri- 
spote immediate portando la protesta fuori dalie 
fabbriche come hanno fatto a Milano e nelle altre 
città. Costruiamo una grossa assemblea aperta a 
tutti i lavoratori e gli strati sociali colpiti dalla ma- 
novra governativa per articolare un programma di 
lotta verso lo sciopero generale per far rimangiare 
ad Amato il suo decreto. 

CHIUNQUE SIA INTERESSATO 
ALL'AUTORGANIZZAZIONE PUÒ' TELEFONARE 
OGNI LUNEDI' DALLE 18 ALLE 19 DURANTE LA 
TRASMISSIONE DEL COLLETTIVO 
INCOMPATIBILI PRESSO RADIO SHERWOOD 
(100; 104,400 MH) 

ALLO 049/87521 29. 

ALL'INTERNO DELLA TRASMISSIONE CI SARA' 
LA PRESENZA DELL'AVV. ETTORE SQUILLACE. 

Collettivo Incompatibili 


7 File : FI20919.TXT 


Firenze 19\09\92 

APPELLO ALLA CITTA' CHE RESISTE CHE SI 
OPPONE, CHE NON TOLLERA PIU' IL SILENZIO 
SULLE SCELTE IMPOSTE !!! 

Nello scorso mese di Luglio e' stato presentato a 
Firenze il nuovo Piano Regolatore Generale, un 
enorme business che accontenta le grandi 
CONSORTERIE MASSONICHE e che devasta ul- 
teriormente la citta'. Un piano regolatore che re- 
gala la citta' agli UOMINI DELLA TANGENTE, con 
mastodontici progetti imbastiti sull'area NORD- 
OVEST con milioni di metri cubi cemento che 
vanno a ingrassare le non misere tasche dei nostri 
RAS del mattone. 

Un Piano regolatore che non soddisfa i bisogni 
della gente, spazi verdi e aree industriali dismesse 
sono in vendita al migliore offerente, di recupero di 
centinaia di palazzi abbandonati a scopo abitativo 
manco a parlarne, di salvagurdia dell'ambiente 
tantomeno 

MA I PARTITI DELLA TANG ENTE-STORY NON 
TOLLERANO PROTESTE 

Il movimento di Lotta per la Casa ha organizzato 
per venerdì' 25 settembre una giornata contro 
questo Piano Regolatore, invitando comitati di 
quartiere, centri sociali, ambientalisti e tutta la 
Firenze che si oppone. LA GIUNTA DELLA CITTA' 
HA VIETATO QUESTA INIZIATIVA FESTA IN 
PIAZZA SANTA CROCE !!!! 

E' ovvio che ai protettori delle tangenti roda che 
qualcuno si opponga al piano regolatore, ma im- 
pedire miltarmente e politicamente una pubblica 
iniziativa a carattere pacifico e di massa rasenta il 
ridicolo. 

Deve essere l'aria che si respira un po' in tutta 
Italia, bastonate fiscali, attacco al salario, tagli alla 
Sanità' e riforma delle pensioni. NON POSSIAMO 
PIU' ACCETTARE IL SILENZIO II movimento di 
lotta per la Casa e' abituato a non subire, ci siamo 
rivoltati contro lo squallido mercato degli strozzini e 
delle immobiliari, abbiamo difeso gli sfratti, ab- 
biamo occupato le case per motivi di necessita'e 
per questo vogliamo PIAZZA SANTA CROCE PER 
VENERDÌ' 25 SETTEMBRE !!! 

Invitiamo tutti a partecipare venerdì' 25 settembre 
alle ore 18 in piazza santa croce alla assemblea 
cittadina contro il piano regolatore generale 


4 




Dalle 21,30 in poi musica con i "RED HOUSE" da 
Roma ed "IL PRESIDENTE" 

diffidiamo chicchesia dall'impedirici di svolgere 
pacificamente il nostro dovere di oppositori 

CONTRO I PADRONI DELLA CITTA' - CONTRO 
LA CITTA' DELLA MERCE 
miti e quieti come sempre ma sempre meno di- 
sposti a subire 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA 
IL CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO EX 
EMERSON 


8 File ; RM20921. ASC 


BUM, BUM! CHI E‘? LA LOTTA DI CLASSE! 

L'accordo del 31 luglio tra i vertici politici, econo- 
mici e sindacali unitamente alle ricette che , quoti- 
dianamente ci prospettano partiti e giornali indivi- 
duano in maniera chiara chi dovrà' subire in mag- 
gior misura i costi della crisi complessiva in cui 
versa il nostro paese: lavoratori dipendenti, operai 
ed impiegati, pensionati, lavoratori saltuari e/o in 
nero, studenti e gente dei quartieri popolari. Dopo 
anni in cui si e' promesso che in cambio di minore 
conflittualità', maggiore produttività' e professiona- 
lità' avremo avuto sicurezza sociale e sviluppo in- 
definito, il fumo si dirada ed appare con nettezza lo 
spettro della crisi. Licenziamenti, cassa integra- 
zione, tasse, carovita e disoccupazione tornano 
alla grande ( in attesa di ulteriori tragici effetti ) a 
ricordarci quanto effimeri fossero quei discorsi e 
quanto infame e menzognero fosse chi se n'e' fatto 
portatore. Avevamo visto giusto quando, a fronte 
dei molti che abboccavano .dandoci degli inguari- 
bili romantici, dicevamo ed operavamo per non 
abbandonare le posizioni raggiunte ed anzi per 
conquistarne di nuove. Eccoci dopo anni di batta- 
glie a rivendicare, non la ragione dei fessi ma il di- 
ritto ad essere protagonisti di una nuova stagione 
di lotte con il reticolo di grandi e piccole esperienze 
che sono la nostra ricchezza; lavoratori autorga- 
nizzati, centri sociali, studenti, radio e riviste di 
movimento, case occupate. Senza settarismi per 
proporre a tutti ed a ciascuno un metodo: 
l'AUTORGANIZZAZIONE! Perche' nessuno meglio 
di noi stessi può' difendere i nostri bisogni e può' 
dar voce ai nostri desideri-COSTRUIRE LO 
SCIOPERO GENERALEDa piu' parti oramai si 
chiede lo sciopero generale, pensiamo, seppur 
senza affidare ad esso nessun effetto salvifico, che 
vada realizzato, se questa necessita' vive ed e' 


fatta propria dai proletari in carne ed ossa. Va 
quindi verificato ed organizzato attraverso iniziative 
di lotta e di dibattito in ogni posto di lavoro, scuola, 
quartiere e centro sociale: il colpo deve essere 
sferrato a botta sicura, deve far male! 

Prepariamo con la mobilitazione di massa e capil- 
lare lo sciopero generale! 

Partecipiamo DOMENICA 27 SETTEMBRE 
ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI LAVORATORI 
DELLE REALTA' DI BASE ED 
AUTOORGANI ZZATE 

MOVIMENTO ANTAGONISTA DI ROMA E 
PROVINCIA 


9 File : RM20921A.ASC 


Roma 21.9. 1992 

PREPARIAMO LO SCIOPERO GENERALE DEL 
2 OTTOBRE 

Ad Amato non e' bastata la stangata già' operata 
con l'accordo del 2 luglio sul costo del lavoro: gio- 
vedì' 17 settembre il governo ha varato una ma- 
novra economica che può' sintetizzarsi in una sola 
parola: una rapina senza precedenti ai danni di 
lavoratori e pensionati e uno smantellamento defi- 
nitivo dello stato sociale. 

Tagliati pensioni e salari, abolita l'assistenza sa- 
nitaria allungata l'età' pensionabile. Nessuna tassa 
e' stata imposta per colpire le vendite patrimoniali e 
finanziarie che crescono con l'evasione fiscale, 
nessuna misura per colpire i commercianti, i lavo- 
ratori autonomi, i professionisti. 

Il messaggio e' chiaro: la ricchezza non si tocca, 
l'economia del paese si risana a scapito dei piu 1 
deboli. 

Il governo Amato se ne deve andare. 

La confederazione unitaria di base invita tutti i la- 
voratori e le forze sociali a partecipare 
all'assemblea cittadina che si terra' giovedì' 24 
settembre alle ore 1 6,30 presso la sala conferenze 
della provincia di rama (via 4 novembre). 

CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE 
FEDERAZIONE RDB FLUM SIP CONTRAVES 
SANGA COMITATO PROMOTORE DEI 
LAVORATORI ISCRITTI ALLA CGIL PER UN 
NUOVO SINDACATO. 


5 





10 File ; MI20922.TXT 


IL CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO CHIAMA 

LE REALTA' SOCIALI ANTAGONISTE, I LAVO- 
RATORI AUTORGANIZZATI, GLI STUDENTI E 
CHIUNQUE VOGLIA MANIFESTARE LA PRO- 
PRIA RABBIA CONTRO L'ACCORDO DEL 31 
LUGLIO, LA STANGATA GOVERNATIVA ANTI- 
PROLETARIA E I SINDACATI NEOCORPORA- 
TIVI A SCENDERE IN PIAZZA MERCOLEDÌ 23 
SETTEMBRE CON CONCENTRAMENTO IN P.TA 
VENEZIA ALLE ORE 9.30 

- PER LO SCIOPERO GENERALE AUTORGA- 
NIZZATO DAI LAVORATORI CONTRO I SINDA- 
CATI FILO PADRONALI E LA POLITICA DEI SA- 
CRIFICI 

- PER UNA RIPRESA DELLA LOTTA PER LA 
CASA, CONTRO L'INCARCERAMENTO DI DE- 
CINE DI MIGLIAIA DI PROLETARI, PER LA SA- 
NITÀ' GRATUITA, CONTRO LA PRIVATIZZA- 
ZIONE DELLA SCUOLA E DEL SAPERE, CON- 
TRO VECCHI E NUOVI FASCISMI 

CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 


11 File : GALLORI.DOC 


Firenze 22 Settemmbre 1.9. 9. 2 

MANOVRA ECONOMICA: GALLO RI (leader 

macchinisti) RISPONDE 
comunicato ANSA DI ROMA 

Non uno sparuto gruppo di contestatori, ma la 
maggioranza dei lavoratori presenti in piazza, a 
parere del leader del COMU (COORDINAMENTO 
MACCHINISTI UNITI), Ezio Gallori, ha contestato 
a Firenze il segretario generale della CGIL, Bruno 
Trentin. 

"Il tentativo di addossare a me e a pochi gruppi 
esagitati quello che e' successo - ha dichiarato 
Gallori - e' solo una debolezza per nascondere la 
realta' della piazza. 

Il riferimento nel discorso di Trentin a me, e le le- 
zioni di democrazia non mi toccano, se vuole es- 
sere un vero democratico faccia la libera consulta- 
zione tra tutti i lavoratori, iscritti e non al sindacato, 
e in tal caso non sara' contestato". 

Quello di Trentin, per Gallori, "e' stato un discorso 
provocatorio nei confronti dei dissidenti, tacciati di 
fascismo e per quanto riguarda il COMU ci ha ac- 


cusato di essere contro i lavoratori e di non averli 
mai difesi. Soltanto l'intervento delle forze 
dell'ordine, armati di manganelli - ha raccontato 
Gallori - gli ha permesso di salire sul palco e par- 
lare tra i fischi e lancio di uova marcie, mentre la 
folla gli gridava "VENDUTO", "VATTENE", 
"DIMISSIONI", "RITIRA LA FIRMA"". 

Gallori nega pero' di avere acceso la miccia. 

"Ero in prima fila ma una volta tanto me ne stavo 
tranquillo. Quando Trentin ha fatto quei riferimenti 
tutti hanno incominciato a guardarmi ed allora sono 
partito anchio, ma non ho lanciato nulla di nulla, ho 
solo tanto urlato da perdere la voce". 


12 File : TRENTIN. FIR 


Firenze 22 Settembre 1.9. 9. 2 
TRUFFA TRUFFA FALSITÀ' 

(riguardo ai servizi giornalistici del Tg3 sullo scio- 
pero generale regionale) 

Basta la tessera del Pds in tasca per far dire al 
TG3 che "poche decine di autonomi" hanno con- 
testato il comizio di Trentin ? 

Oggi, dentro uno sciopero che ha portato in piazza 
la volontà' di lottare di circa 100 mila lavoratori, la 
stragrande maggioranza della piazza ha gridato 
"vattene venduto" al segretario della Cgil. Un ri- 
sultato scontato per chi ha fatto lo sciopero spon- 
taneo venerdì' mattina, per chi ha seguito le as- 
semblee di questi giorni sui luoghi di lavoro. I la- 
voratori sono stanchi di fare i sacrifici e di essere 
svenduti, come il 31 luglio, da dirigenti sindacali, 
mentre l'Italia e' il paese dell'evasione fiscale di- 
lagante, della corruzione (tangentopoli) di impren- 
ditori, partiti, sindacati, della rendita finanziaria, del 
capitalismo assistito dallo Stato ( Fiat, Olivetti che 
scaricano i costi della loro ristrutturazione sui la- 
voratori e sul bilancio statale). I lavoratori sanno 
che oggi la posta in gioco e' chi pagherà' la crisi se 
i salariati e gli altri strati sociali subalterni oppure 
chi non ha mai pagato niente. Per questo e' ne- 
cessario costruire una piattaforma sociale centrata 
sulla riduzione d'orario (lavorare tutti lavorare 
meno), sul diritto alla salute, alla scuola a tariffe 
pubbliche a prezzi politici, a pensioni usufruibili 
prima di crepare... 

Ma i lavoratori toscani oggi hanno voluto, lan- 
ciando uova e verduracontro il palco, dare un 
messaggio chiaro a tutte le piazze d'Italia: “fuori i 
burocrati, organizziamoci da soli, andiamo allo 


6 






sciopero generale nazionale per rovesciare il go- 
verno Amato e la sua manovra economica". 

Ora tutti, a partire dai senatori di Rifondazione co- 
munista, si dissociano dalla protesta operaia e so- 
lidarizzano con Trentin ma nessuno dice che la 
presunta "aggressione" al segretario della Cgil non 
e' frutto di una azione premeditata ma della rea- 
zione dei primi lavoratori che se lo sono trovati 
davanti. Una reazione del tutto prevedibile es- 
sendo Trentin l'uomo dell'accordo del 31 luglio, fir- 
mato senza mandato e che ha aperto la strada alla 
stangata da 93.000 miliardi sulle buste paghe dei 
lavoratori. 

Trentin e' l'uomo del "prestito forzoso" alla nazione 
che ha richiamato alla mente gli anni tragici del 
fascismo, quando Mussolini chiedeva oro per la 
patria. Trentin e 1 l'uomo di una Cgil che sacrifica le 
esigenze dei lavoratori a quelle della Confindustria. 
C'e' poco da scandalizzarsi quindi se chi paga da 
sempre oggi presenti il conto ai responsabili, ad 
Amato ma anche a Trentin. 

Del resto tutta la giornata fiorentina di Trentin non 
si e' svolta in mezzo ai lavoratori ma dentro le ca- 
serme e le camionette della celere e dei carabi- 
nieri. Sottratto al corteo operaio nascondendolo 
dentro il Comiliter (comando militare tosco emi- 
liano), scortato in piazza sulle macchine delle forze 
dell' ordine, protetto dai cordoni della Digos e dalle 
manganellate della Celere (che hanno sfasciato la 
testa ad un anziano lavoratore) e che hanno ripe- 
tutamente provato a caricare la piazza. UN BEL 
MODO DI FARE IL SINDACATO ! 

D'altronde i sindacati di regime non sono riusciti a 
convincere nessun consiglio di fabbrica a schie- 
rarsi nel servizio d'ordine sindacale nonostante che 
abbiano provato fino alla tarda serata di ieri: oggi 
Trentin deve affidarsi alla polizia ed ai carabinieri ! 

I lavoratori autorganizzati continuano la loro batta- 
glia ed e' convocata PER DOMENICA 27 SET- 
TEMBRE A ROMA UN'ASSEMBLEA NAZIONALE 
DEI COMITATI DI BASE E DI TUTTE LE STRUT- 
TURE AUTORGANIZZATE PER ANDARE ALLA 
CONVOCAZIONE DI UNO SCIOPERO GENE- 
RALE NAZIONALE. A FIRENZE E' CONVOCATA 
PER LA SECONDA SETTIMANA DI OTTOBRE 
UN'ASSEMBLEA PROVINCIALE. 

CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 

VIA DI MEZZO 46 - FIRENZE 
22.9.92 


13 File ; SCIOPERO.ASC 


GOVERNO LADRO! 

La notte del 31 Luglio governo, confindustria e 
sindacati di stato hanno firmato uno dei peggiori 
accordi di questo dopoguerra per il movimento dei 
lavoratori. 

La scala mobile, già mandata in soffitta con lo 
sciagurato accordo del 10 dicembre scorso, è stata 
eliminata per sempre. 


MA NON SOLO! 

Il governo si è impegnato ad intervenire nei pro- 
cessi di crisi aziendale (si prevedono entro l'anno 
200.000 licenziamenti) ricorrendo ampliamento alla 
cassa integrazione. 

Il senso di questo accordo risiede nella 
"consapevolezza della necessità che le imprese 
recuperino competitività"; così senza mezzi termini, 
il profitto aziendale diviene, per CGIL-CISL-UIL, 
l'unico dio da adorare, che giustifichi la propria 
penosa esistenza e a cui vanno sacrificati i diritti e i 
bisogni di tutti i lavoratori. 

La scassata azienda Italia deve, entro il '96, met- 
tersi in riga risanando il proprio disastroso debito 
pubblico e riducendo l'inflazione; OCCORRONO 
QUINDI ENORMI SACRIFICI ED E' INUTILE DIRE 
CHE A FARLI SONO E SARANNO SEMPRE I 
"SOLITI NOTI" : I LAVORATORI DIPENDENTI, 
PENSIONATI E DISOCCUPATI (MENTRE PER 
POCO I PARLAMENTARI RISCHIAVANO DI AU- 
MENTARSI LO STIPENDIO DI 700.000 £.!). 

In questo macabro gioco condotto sulla pelle della 
gente, che si ritrova con un salario ridotto, con una 
pensione da fame a 65 anni, licenziati, disoccupati, 
in continua mobilità, senza diritto di sciopero e di 
contrattazione, fa specie la sceneggiata delle di- 
missioni di Trentin, ultimo vano tentativo di accre- 
ditare una CGIL meno prona di CISL e UIL ai diktat 
di governo e confindustria. 


IL TEMPO DELLE FARSE E' FINITO! 

Come è finito il tempo delle opposizioni interne al 
sindacato. E' tempo invece che i lavoratori ab- 
bandonino i sindacalisti al proprio destino di ge- 
nerali senza esercito, di difensori esclusivi del 
proprio privilegiato status sociale. 

Occorre rilanciare con forza, in tutti i posti di lavoro 
e nei territori la conflittualità sociale e, intrecciato 
ad essa, il processo di autorganizzazione dei la- 
voratori per respingere l'infame accordo del 31 


7 




Luglio e bocciare nelle piazze le leggi delega e la 
finanziaria '93, per difendere realmente il salario, le 
pensioni, l'occupazione, i servizi sociali, per la ri- 
duzione della giornata lavorativa sociale ed il sala- 
rio garantito. 


SOVVERTIAMO LE REGOLE DEL GIOCO! 
SCIOPERO GENERALE AUTORGANIZZATO! 

COMUNIC/AZIONE 

Agenzia di Stampa 
Antagonista 


14 File : MI20922A.TXT 


OLTRE PARTITI E SINDACATO: 

SCIOPERO GENERALE AUTORGANIZZATO 

Il governo estorce 93.000 miliardi a lavoratori e 
pensionati. e chiama i lavoratori ancora una volta ai 
sacrifici e all'austerità per salvare l'azienda italia. 

Si chiede di stringere ulteriormente la cinghia in 
nome di una Europa che finita la paura dell'Est e 
demolite le sinistre interne diventa terreno privile- 
giato di razzia dei capitani della finanza. 

In Italia, è ormai lampante che il sindacato è en- 
trato a pieno titolo e con enormi poteri all'interno 
del governo, un sindacato quindi che non è più 
subalterno alle decisioni governative ma diretta- 
mente partecipe alla politica economica dello stato. 
E' ovvio che i sindacati di stato non si opporranno 
a questo attacco alle condizioni di vita dei proletari, 
cercheranno di ammortizzare la voglia di lottare e 
di combattere degli operai e dei proletari. 

Da più di un decennio il sindacato ha basato la sua 
politica sulla logica dei sacrifici, delle compatibilità, 
della difesa dell'economia nazionale e della spon- 
sorizzazione del profitto aziendale, la tutela della 
propria parassitarla sopravvivenza e del proprio 
accreditamento istituzionale. 

Eccoci dopo anni di battaglie a rivendicare il diritto 
ad essere protagonisti di una nuova stagione di 
lotte con le nostre grandi e piccole esperienze che 
sono la nostra ricchezza: l'autorganizzazione nei 
posti di lavoro e nelle scuole, l'occupazione dei 
centri sociali, l'antifascismo, la lotta per la casa, la 
difesa dei proletari prigionieri. Senza settarismi per 
proporre a tutti e a ciascuno un metodo : 
L'AUTORGANIZZAZIONE. 

- PER LO SCIOPERO GENERALE AUTORGA- 
NIZZATO DAI LAVORATORI 


- PER UNA RIPRESA DELLA LOTTA PER LA 
CASA, CONTRO L'INCARCERAMENTO DI DE- 
CINE DI MIGLIAIA DI PROLETARI, CONTRO LA 
PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA E DEL SA- 
PERE, CONTRO VECCHI E NUOVI FASCISMI 

PARTECIPIAMO DOMENICA 27 SETTEMBRE A 
ROMA ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE 
REALTA' DI BASE ED AUTORGANIZZATE 

Redazione di "Tamburi di lotta" 

Redazione milanese di "Incompatibili" 

Radio Onda Diretta 
Centro Autogestito Garibaldi 
Centro Sociale Leoncavallo 


15 File : PRCOCCO 


Parma 23/9/92 

LACRIME DI COCCODRILLO 

Oggi a Parma Collettivo Spazi Sociali Autogestiti, 
Gruppi di Lotta Proletaria e KRAMPI Collettivo 
Studenti Medi, insieme a militanti di Ombre Rosse 
(circolo giovanile di Rifondazione), hanno conte- 
stato CGIL, CISL e UIL e la loro politica antioperaia 
e filopadronale. Nonostante la pioggia, la presenza 
operaia era consistente e incazzata, per una citta 1 
solitamente apatica. 

Il comizio previsto dai sindacati e 1 abortito misera- 
mente senza opposizioni poliziesche e del servizio 
d'ordine sindacale. 

Al grido di "buffoni", "venduti" e "Bruno Trentin l'ha 
dimostrato, tirare pomodori non e' reato", la dele- 
gata sindacale della UIL, arrivata espressamente 
da Bologna perche 1 nessuno dei dirigenti locali se 
la e' sentita di salire sul palco, e' scoppiata in la- 
crime, rinunciando a continuare il comizio. Anche il 
segretario provinciale della CGIL, Ballarmi, ha 
concluso la manifestazione con un saluto di pochi 
secondi tra i fischi e le grida spontanee della 
gente. 

Dopo un breve nostro comizio improvvisato, 
ascoltato da molti dei lavoratori presenti, abbiamo 
potuto constatare che anche a Parma la Triplice 
sta perdendo consenso e legittimità', in un contesto 
sociale dove l'egemonia cigiellina era da anni in- 
contrasta, 

CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 
"AREA ROSSA" 


8 





16 File : BO920923.DOC 


17 File : RM20923A.ASC 


Bologna 23/09/1992 

OGGI 23 SETTEMBRE SI E' TENUTO A BOLO- 
GNA LO SCIOPERO REGIONALE E LA MANI- 
FESTAZIONE TERRITORIALE INDETTA DA CGIL 
CISL E UIL, TRE CORTEI DI LAVORATORI, 
(CIRCA 50.000), PARTITI DA DIVERSI PUNTI 
DELLA CITTA,' SONO CONFLUITI IN PIAZZA 
MAGGIORE AL GRIDO Di SCIOPERO GENE- 
RALE. LA CRONACA DEI FATTI; FIN DALL'INIZIO 
DELLA MANIFESTAQZIONE IN PIAZZA MAG- 
GIORE SI RESPIRAVA UN'ARIA PESANTE CON- 
TRO I COMPAGNI E I LAVORATORI CHE INCO- 
MINCIAVANO A CONTESTARE IL COMIZIO SIN- 
DACALE, DA PARTE DI UN NUTRITO SERVIZIO 
D'ORDINE SINDACALE, SPALLEGGIATO DA Dl- 
GOS, CELERE E CARABINIERI. IN MODO PRO- 
VOCATORIO IL SERVIZIO D'ORDINE SINDA- 
CALE INDICAVA ALLA DIGOS I COMPAGNI E I 
LAVORATORI CHE ERANO GIUNTI IN PIAZZA 
CON PATATE, ORTAGGI, ECO. DIVERSE SONO 
STATE LE PERQUISIZIONI CON RELATIVO SE- 
QUESTRO DI OGGETTI. NONOSTANTE CIO' DI- 
VERSI LANCI HANNO ACCOMPAGNATO LE 
URLA DEI LAVORATORI E LE PROTESTE CON- 
TINUATE PER TUTTO IL COMIZIO SINDACALE, 
CHE E' STATO FORTEMENTE CONTESTATO 
MENTRE CONTINUE CARICHE DEL SERVIZIO 
D'ORDINE SINDACALE E DELLA CELERE CER- 
CAVANO DI IMPEDIRE LA PROTESTA. 

UNA COSA E' CHIARA. ANCHE A BOLOGNA 
COME IERI A FIRENZE, NON E' POSSIBILE CHE 
IL SINDACATO CAVALCHI SPUDORATAMENTE 
LA RABBIA DEI LAVORATORI. E' CHIARO AN- 
CHE CHE I LAVORATORI NON INTENDONO 
SCENDERE IN PIAZZA PER SENTIRE COMIZI 
SINDACALI DEMAGOGICI, MA PER ESPRIMERE 
LA PROPRIA OPPOSIZIONE AL SINDACATO DI 
STATO E AL GOVERNO AMATO. 

Radio K.Centrale 107,050mhz - E.C.N. Bologna 


Roma, 23 09 1992 
COMUNICATO DEI LAVORATORI 
AUTORGANIZZATI S.I.P. 

CONTRO LA POLITICA DEI SACRIFICI 

Dicevamo da tempo (e non solo noi per fortuna) 
che il prezzo dell' ingresso nella EUROPA DEI 
PADRONI avrebbe prodotto enormi sacrifici. Il 
GOVERNO AMATO ci ha fatto un bel regalo per I 1 
autunno che verrà'. 

Il nuovo salasso contenuto nella manovra econo- 
mica appena approvata parla chiaro : I PIU' 
COLPITI SARANNO COME AL SOLITO I 
SETTORI SOCIALI PIU' DEBOLI (PENSIONATI E 
DISOCCUPATI) E I LAVORATORI DIPENDENTI. 

In tempo di crisi economica i padroni ed una classe 
politica e mafiosa corrotta, responsabile di decenni 
di malgoverno, tangenti e connivenze va- 
rie PRESENTANO IL CONTO!!!!! 

I sindacati hanno già' giurato fedeltà' a governo e 
padroni con I' accordo del 31/07 e dimostrano oggi 
tuo il loro opportunismo nel tentativo di recuperare 
il malcontento e la rabbia dei lavoratori che si era 
manifestato già' nell' occasione della firma del 
31/07 e che venerdì' mattina aveva bloccato le at- 
tività' lavorative in molte citta' italiane dando luogo 
a manifestazioni autoconvocate, scioperi spontanei 
ecc. contro il governo Amato. 

II rifiuto di convocare al piu' presto uno sciopero 
generale di tue le categorie dei lavoratori, offrendo 
in cambio piccoli palliativi (rispetto alla gravita' della 
situazione) come mobilitazioni regionali e bozze 
alternative di manovra economica, la dice lunga 
sulla buona fede di costoro. 

LA PAROLA PASSA PASSA QUINDI Al 
LAVORATORI!!!!! 

Le manifestazioni che si sono svolte in questi giorni 
dimostrano che i lavoratori possono ancora di- 
fendere la propria dignità' nel solo modo possibile: 
RIFIUTANDO LA DELEGA SINDACALE E 
LOTTANDO IN PRIMA PERSONA. 

I Comitati di Base, le strutture autorganizate de 
lavoratori, i comitati di quartiere di molte citta' ita- 
liane hanno indetto DOMENICA 27 SETTEMBRE 
ALLE ORE 1 0.00 UNA ASSEMBLEA NAZIONALE 

Per la costruzione di uno sciopero generale au- 
torganizzato e il rilancio di un vero movimento di 
opposizione alla politica economica del governo 

- Contro la politica dei sacrifici e il governo amato 

- Nessuna fiducia ai sindacati 

- Organizziamo lo sciopero generale 

COORD. LAVORATORI AUTORGANIZZATI SIP 

tei. 7020444 


9 





1 8 File : BG23092.TXT 


19 File : COMUNIC.DOC 


COMUNICATO DEI COMPAGNI/E DEL 
COLLETTIVO COMUNISTA PELLE-ROSSA 

Oggi mercoledi 23 settembre si e' svolta la mani- 
festazione indetta da cgil-cisl-uil per protestare 
contro la “manovra" economica del governo 
Amato. 

Un grosso corteo di circa 10.000 persone ha at- 
traversato le vie della citta' chiedendo io sciopero 
generale. 

Per quasi tutto il percorso si sono sentiti slogan 
contro la manovra contro il governo, ma soprattutto 
contro i sindacati confederali e contro trentin. 

Circa 1 .500 lavoratori hanno aderito allo spezzone 
indetto dai compagni/e del movimento, tra i quali i 
lavoratori ospedalieri, gruppi spontanei di operai 
della "dalmine" e di altre fabbriche del bergama- 
sco, alcuni militanti di rifondazione e l'Usi di 
Bergamo. 

Appena giunti nella piazza del comizio sindacale, 
da gran parte del corteo sono volate uova ed altri 
oggetti di vario genere. 

Gli slogan piu 1 in uso sono stati : TRENTIN 
MAIALE TE NE DEVI ANDARE E CONTRO 
GOVERNO E SINDACATI LAVORATORI 
AUTORGANIZZATI. 

Dopo circa 15 minuti il sindacalista della cgillocale 
e' dovuto fuggire assieme al suo seguito sopraf- 
fatto dalla contestazione, sucessivamente una 
compagna e' stata aggredita dagli scagnozzi del 
servizio d'ordine della cisl. 

A questo punto il palco era in mano ai compagni e 
ai lavoratori che hanno quindi svolto un 'assemblea 
aperta prendendo la parola. 

Come a Firenze Milano Brescia, anche a Bergamo 
la rabbia dei lavoratori e 1 esplosa contro chi per 
anni ha vissuto e vive sulla loro pelle. 

I piccoli gruppi di "provocatori 11 sono gli operai gli 
sfruttati i senza casa che sono consapevoli di 
quanto 1' "opposizione sindacale" e 1 asservita al 
volere di governo e padronato (vedi accordo 31 
luglio) 

INDICIAMO GIÀ DA ORA UN' ASSEMBLEA 
PUBBLICA PER SETTIMANA PROSSIMA 

P.S. MOLTI LAVORATORI DI ALTRE FABBRICHE 
DI PROVINCIA NON HANNO ADERITO PERCHE' 
IL CORTEO ERA INDETTO DA CGIL-CISL-UIL. 

ECNBG 

23/09/1.9.9.2. 


COMUNICATO D'AGENZIA 

In merito ai fatti accaduti durante lo sciopero re- 
gionale svoltosi a Firenze martedì 22 settembre, le 
versioni di quanto é avvenuto sono essenzialmente 
due: una ufficiale che parla di aggressione prede- 
terminata nei confronti del segretario generale 
della C.G.I.L. Bruno Trentin da parte di un gruppo 
ristretto di autonomi; un'altra versione é stata in- 
vece trasmessa dall'Agenzia di Comunicazione 
Antagonista di Firenze. 

Secondo questa fonte i primi momenti di tensione 
si sono verificati già durante il corteo, quando 
Trentin, dopo essere sceso dalle macchine della 
Digos, ha cercato di andare in testa al corteo, 
scortato da decine di poliziotti. 

I lavoratori riconosciutolo, hanno subito iniziato a 
rivolgergli frasi ingiuriose e qualcuno é persino 
riuscito ad allungargli un pugno. E' il caso di un in- 
fermiere ex iscritto alla C.G.I.L., Pietro Maddaluni 
che ó stato subito bloccato ed identificato dai nu- 
merosi agenti di P.S. presenti. 

II clima si é ulteriormente scaldato quando Bruno 
Trentin, salito sul palco, ha tentato di dare inizio al 
comizio. A quel punto "la stragrande maggioranza 
della piazza ha gridato: VATTENE VENDUTO" 

e alcune centinaia di lavoratori aderenti 
all'Autonomia Operaia ed a Rifondazione 
Comunista hanno iniziato a lanciare ortaggi, uova 
marce e bulloni. Un operaio intervistato ha affer- 
mato "é stato per noi dare un messaggio chiaro a 
tutte le piazze d'Italia. Bisogna organizzarsi da soli 
al di là dei burocrati." 

Intanto le mobilitazioni continuano in tutta Italia e 
per domenica 27 settembre é stata convocata a 
Roma un'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI 
COMITATI DI BASE e di tutte le strutture autorga- 
nizzate per preparare uno sciopero generale na- 
zionale di tutte le categorie. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 
MILANO 

PRESSO INFO-SHOP VIA DEI TRANSITI 28 - N° 
TEL. E FAX 26141218 


10 





20 File : COMUNIC2.DOC 


COMUNICATO D'AGENZIA 

DISFATTA SINDACALE! 

ANCHE A MILANO DURE CONTESTAZIONI A 
CGIL, CISL, UIL 

La contestazione era nell'aria e del resto prevista 
da tutti i maggiori quotidiani e cosi è stato, Ma an- 
diamo con ordine . 

Alle 9.30 partono i tre cortei dai soliti concentra- 
menti indicati dal sindacato in queste occasioni: 
p.zza Cadorna, p.zza Medaglie d'Oro e P.ta 
Venezia. E 1 da qui che si è mosso lo spezzone di 
corteo più consistente e combattivo. Circa 50 mila 
persone, per la maggior parte operai dell'industria, 
lavoratori dei servizi, studenti. Cerano gli operai 
del Comitato di lotta Breda Fucine e i Cobas 
Ansaldo di Sesto S. Giovanni che da mesi lottano 
contro lo smantellamento delle loro fabbriche; 
c'erano i lavoratori delle Rappresentanze dì Base e 
della Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti 
che, per il 2 ottobre, hanno convocato uno scio- 
pero generale con manifestazione nazionale a 
Roma e c’erano anche circa 500 giovani dei Centri 
Sociali Autogestiti. 

Lungo il corteo la tensione è alta fra i funzionari 
sindacali, sia per quanto accaduto a Firenze, e per 
possibili contestazioni anche sulla piazza milanese. 
Alle 10 i pensionati insieme ai lavoratori della Cisl e 
della Uil entrano per primi in piazza Duomo, sul 
palco pensano bene di iniziare subito il comizio 
prima che arrivi il grosso del corteo. Ma questo 
espediente per evitare eventuali contestazioni non 
funziona. 

Quando intorno alle 10 e 15 prende il microfono 
Silvano Veronese, segretario confederale della Uil, 
sono decine le urla e i fischi. 

In pochi minuti le decine diventano centinaia e dai 
fischi si passa alle uova, agli ortaggi, bulloni e 
monete. 

Veronese parla a stento ancora per un paio di 
minuti, protetto da due scudi di plastica trasparente 
sorretti dagli uomini del servizio d'ordine. Il lancio si 
fa più fitto, uno scudo sì frantuma e a quel punto il 
comizio viene sospeso. 

Per quasi mezz'ora nessuno ha il coraggio di salire 
sul palco; rimangono solo i fotografi e gli operatori 
tv a dar testimonianza di quanto nella piazza stava 
accadendo. 

Allo sprezzante "finitela provocatori estremisti", ri- 
volto da uno del servizio d'ordine ai contestatori, 
una lavoratrice delle mense risponde con rabbia 
mostrando la propria tessera della CGIL. 

Un'altra più furibonda rivolgendosi ad un giornalista 
televisivo, gli grida "...e non raccontate che siamo 


un gruppo sparuto di autonomi; oggi sono i lavo- 
ratori a contestare i sindacalisti". 

Sale sul palco Ghezzi, segretario della Camera del 
Lavoro, e anche lui viene accolto da una ridda di 
insulti e di fischi. Con un impianto di fortuna e fra 
molte difficoltà in due minuti esprime la sua posi- 
zione sulla manovra Amato, per poi dichiarare 
conclusa la manifestazione, mentre in piazza de- 
vono giungere ancora migliaia di persone. 

Intanto in fondo alla piazza, da un furgone con im- 
pianto voce, si sta tenendo un comizio alternativo 
organizzato dai Cobas dell'Alfa di Arese. Sono 
circa tremila le persone che lo seguono con atten- 
zione e applaudono vivacemente gli interventi che 
si appellano allo sciopero generale nazionale. 

Parte da qui spontaneamente un corteo che si di- 
rige fin sotto all'Assolombarda dove la giornata di 
lotta si conclude lanciando chiari segnali che pro- 
spettano un autunno molto caldo. 


AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 
PRESSO INFO/SHOP VIA DEI TRANSITI 28 
TEL. E FAX 26141218 


21 File : MI230992.TXT 


Milano, 23 settembre 1992 

Oggi 23 settembre 1992 la manifestazione per lo 
sciopero generale indetto da CGIL-CISL-UIL ha 
visto la presenza, oltre che di varie realtà autorga- 
nizzate e di base, di un migliaio di compagni del 
coordinamento studenti in lotta, del c.s. 
Leoncavallo e del c.a, Garibaldi, 

Lungo il corteo, conclusosi in piazza Duomo, si 
sono ripetute le parole d'ordine che hanno caratte- 
rizzato anche la manifestazione di Roma del 12 
settembre; 

- contro l'accordo del 31 luglio 

- contro la finanziaria '93 e quindi contro i tagli so- 
ciali e salariali 

- contro i sindacati neocorporativi 

- per lo sciopero generale autorganizzato 

- per una ripresa della lotta contro il carcere e la 
repressione, contro la privatizzazione della scuola 
e del sapere, per una casa per tutti, per 
l'occupazione di centri sociali, contro nuovi e vec- 
chi fascismi. 

Si sono sentiti inoltre slogans contro Trentin e di 
solidarietà quindi alla contestazione di Firenze. 
Ancor prima deH'arrivo dello spezzone antagonista 
in Piazza Duomo il segretario confederale della UIL 


11 





Veronese veniva cacciato dalla piazza da un nu- 
trito lancio di ortaggi da parte dei lavoratori incaz- 
zati dalle infami manovre dei burocrati sindacali. 

Il servizio d'ordine CGIL poco ha fatto, forse per- 
chè stupito dal fatto di trovarsi davanti centinaia di 
operai e lavoratori del pubblico impiego (e non i 
soliti "autonomi teppisti"), poco disposti ad ascol- 
tare le solite "stronzate" sui sacrifici. 

I compagni, giunti in piazza, hanno tenuto un co- 
mizio alternativo, dopodiché hanno ricomposto un 
corteo fino all'università Statale. 

Qui nel pomeriggio si è tenuta un'assemblea degli 
studenti medi sull'organizzazione di una reale lotta 
contro la riforma scolastica, vista come parte del 
complesso disegno autoritario di abbattimento 
dello stato sociale e dei diritti conquistati dai pro- 
letari in anni passati. 

Porteremo la nostra esperienza di lotta e di di- 
scussione aN'assemblea delle realtà di base ed 
autorganizzate del 27 settembre a Roma. 

Centro Sociale Leoncavailo - Centro 
Autogestito Garibaldi - Radio Onda Diretta - 
Redazione di Milano di "Incompatibili" - 
Redazione di "Tamburi di lotta" 


22 File : GE209224.DOC 


Dopo gli scioperi spontanei dei giorni scorsi (lunedi' 
i lavoratori dell'AMT - azienda trasporti urbani 
hanno indetto uno sciopero autoconvocato di 24 
ore, seguiti poi dai lavoratori dell'AMIU - rifiuti ur- 
bani -delle POSTE, di Palazzo di Giustizia, mentre 
martedì' gli infermieri e i lavoratori dell'ospedale 
regionale s. martino hanno occupato la sede del 
consiglio di amministrazione dell'ente) e dopo nu- 
merose e movimentate assemblee sui luoghi di 
lavoro, anche a GENOVA si e 1 svolto lo sciopero 
generale regionale contro la manovra Amato. 

I sindacalisti, prevedendo anche a Genova conte- 
stazioni al comizio hanno predisposto fin dalia 
mattina presto un nutrito servizio d'ordine che era 
spalleggiato da numerosi celerini in assetto di 
guerra oltre a svariati ceffi in borghese. 

La paura che pervadeva gli oratori sindacali ha 
fatto si' che il comizio iniziasse molto in anticipo e 
quando ancora i cortei prevenienti dalla zona in- 
dustriale dovevano ancora arrivare. 

La piazza era ancora vuota e già' il primo oratore 
aveva finito il suo intervento. 

Quando sono arrivati i primi cortei dal centro citta' 
e' iniziata subito una contestazione spontanea ri- 
volta al palco e ai dirigenti sindacali. Il comitato di 
lotta delle officine comunali, il comitato di lotta delle 
USL e di S. MARTINO, lavoratori dell'AMIU, stu- 


denti medi e universitari .hanno tentato di rag- 
giungere il palco, spintonati violentemente dal ser- 
vizio d'ordine del sindacato. 

Nonostante questo un fitto lancio di pomodori, 
uova e altro e la pressione di buona parte della 
piazza ha costretto alla fuga i rappresentanti sin- 
dacali. 

Il palco abbandonato e' stato occupato dai com- 
pagni che hanno invitato i lavoratori a proseguire il 
corteo fino alla prefettura. 

Migliaia di lavoratori hanno lasciato di stucco i 
confederali, voltandogli le spalle al grido: sciopero 
generale!!!!!! 

ecn-genova 


23 File : SCIOPERO.MO 


ARTICOLO DELLA "GAZZETTA Di MODENA" 
DEL 24/09/92 

"Quindicimila persone in piazza Grande per lo 
sciopero generale. 

Altoparlanti in tilt e il comizio si interrompe." 
TAGLIANO I FILI AL SINDACATO 
La Cgil accusa;«hanno sabotato la anìfesta- 
zione» 

Fischietti, campanacci, persino un paio di "botti". I 
"rumori" di piazza Grande ieri mattina erano quelli 
della rabbia e della protesta. Ma molti di quelli che 
erano arrivati imprecando contro il governo se ne 
sono tornati a casa indignati per la contro protesta 
degli autonomi e i fischi di Rifondazione 
Comunista. 

La manifestazione di protesta organizzata ieri mat- 
tina da Ggil, Cisl, Uil contro la manovra del go- 
verno Amato e' stata infatti attraversata dalla 
contestazione di un gruppo di persone che ha indi- 
rizzato fischi, slogan ed epiteti all'indirizzo de! 
palco ove parlava Angelo Airoldi della segreteria 
nazionale della Cgil. Chi già' era arrabiato per la 
violenta contestazione di Firenze a Bruno Trentin il 
giorno prima, non l'ha presa troppo bene. 

Non sono volati bulloni ne' uova, pero' i sindacati 
hanno dovuto fare i conticon il boicottaggio di 
qualche anonimo "nemico": durante la notte 
l'impianto di amplificazione e' stato danneggiato. 
"Sono state abbattute alcune "trombe" che ave- 
vamo montato sui pali - spiegano i tecnici - e i 
cavi sono stati tranciati". Ieri pomeriggio e' scattata 
la denuncia in Questura per danneggiamenti. Ma il 
"bliz" notturno ha ottenuto il suo effetto, togliendo 
la voce ad Airoldi nel bel mezzo del suo discorso 


12 





La manifestazione, quindi, si e' frettolosamente 
avviata alia fine per "problemi tecnici". 

Intanto, al centro della piazza, la tensione cre- 
sceva. Non e successo niente, grazie alla media- 
zione di sindacalisti e di "fedelissimi" del PDS che 
facevano "servizio d'ordine". Solo accesi scambi di 
opinione, e qualche accusa lanciata da pensionati 
fedeli al sindacato: "State rovinando tutto, non 
avete capito che il vero nemico e' il governo". 

(...) 

Airoldi parla, la gente applaude e si gira, irritata, a 
guardare il gruppetto dei contestatori. Circolano dei 
volantini contro Trentin "corrotto che credeva di 
ingannare i lavoratori" e che "non e' riuscito a par- 
lare". 

Ma i commenti sono fortemente critici: "Non e' 
contestando Trentin che si risolvono i nostri pro- 
blemi. Responsabile e' chi ha rovinato l'Italia non il 
sindacato", 

(...) Intanto, in un angolo, uno degli autonomi 
spiega: "Dico no ai bulloni, ma a certa gente le 
uova in faccia farebbero solo bene". 

(...) 

ARTICOLO DELLA GAZZETTA DI MODENA DEL 
24/09/92 

(...DA PRENDERE CON LE MOLLE!...) 


24 File : PD920924.TXT 


CARICHE, PESTAGGI, PROVOCAZIONI DI 
POLIZIA E BUROCRATI DEL SINDACATO 
CONTRO LO SPEZZONE DI LAVORATORI 
AUTOORGANIZZATI! 

Nella manifestazione indetta dal Sindacato a 
Padova per cercare di recuperare la rabbia e la 
tensione operaia dopo la sigla dell'accordo del 31 
luglio, uno spezzone di lavoratori e compagni au- 
toorganizzati ha posto fin da subito le parole 
d'ordine piu' chiare: 

- contro i burocrati del sindacato e le loro menzo- 
gne 

- contro i decreti del governo Amato, per uno 
sciopero generale nazionale ed autoorganizzato, 
un blocco reale della produzione, iniziative di lotta 
quotidiane. 

Fin da subito il Sindacato ha fatto blindare lo 
spezzone autoorganizzato da ingenti forze di poli- 
zia e carabinieri, per impedire l'accesso alla piazza, 
PER IMPEDIRE CHE LE VOCI 
DELL'OPPOSIZIONE E DELLA RABBIA OPERAIA 
ESPLODESSERO CONTRO LE SVENDITE 


SINDACALI, come e 1 successo a Milano, Firenze 
ed in tutte le altre piazze d'Italia. 

Alia fine della manifestazione, a ridosso della 
piazza dove si teneva il comizio sindacale, e' 
scattata una carica feroce, per impedire ai com- 
pagni e lavoratori di accedere alla piazza. 

Nonostante questo la contraddizione e' emersa 
anche qui a Padova in tutta la sua portata: alcuni 
compagni e lavoratori sono riusciti a superare i filtri 
di polizia e sindacati e a portare la contestazione 
all'interno della piazza, trovando l'approvazione e 
coinvolgendo la maggioranza dei lavoratori nei fi- 
schi e negli insulti ai burocrati sindacali. 

SOPRA LA MISERIA DEL SINDACATO DI 
STATO, UN'UNICA PAROLA E' RISUONATA 
CHIARA E FORTE: SCIOPERO GENERALE NA- 
ZIONALE, LOTTA CONTRO IL GOVERNO. 

E COSI' A NAPOLI GENOVA... LA DETERMINA- 
ZIONE E LA RABBIA OPERAIA E' ESPLOSA 
CONTRO I VENDUTI. LA REPRESSIONE NON 
PUÒ 1 FERMARE LE CONTRADDIZIONI SOCIALI, 
SONO MIGLIAIA E MIGLIAIA I LAVORATORI 
CHE NON NE POSSONO PIU' DI QUESTO SIN- 
DACATO, DI QUESTO GOVERNO, ALTRO CHE 
MINORANZE, ALTRO CHE GRUPPETTI.... 

COSTRUIAMO LO SCIOPERO GENERALE AU- 
TOORGANIZZATO 

TUTTI ALL'ASSEMBLEA A ROMA IL 27 SETT. 
ORE 10.00 

LUNEDI 28, ore 21 .00, ALLA CASA DEI DIRITTI 
SOCIALI, via Tonzig 9 (zona Stanga) INCON- 
TRO/DI BATTITO DI TUTTI I LAVORATORI CON- 
TRO L'ACCORDO DEL 31 LUGLIO E IL DE- 
CRETO AMATO 

COLLETTIVO INCOMPATIBILI 

(ogni lunedi ore 18.00 trasmettiamo da Radio 
Sherwood 100 - 104.400 MhZ tel.049/8752129) 
padova 24/9/92 


13 




25 File : TO20925A.TXT 


VENERDÌ' 25 SETTEMBRE ANCHE A TORINO 
LA PIAZZA E’ ESPLOSA CONTRO IL COMIZIO 
SINDACALE IN CUI (A STENTO E TEMPESTATO 
DA UNA PIOGGIA DI ORTAGGI) HA CERCATO 
DI PARLARE COFFERATI, NUMERO UNO 
DELLA CORRENTE MIGLIORISTA, BRACCIO 
DESTRO DI TRENTIN. 

NON SONO BASTATI NE' GLI AMPLIFICATORI 
NE' LE CARICHE PREVENTIVE DEL SERVIZIO 
D'ORDINE DEL SINDACATO, GUIDATO ED 
ISTRUITO AD HOC DALLA POLIZIA, PER FAR SI' 
CHE LA CONTESTAZIONE SI FERMASSE. 

DOPO DIECI MINUTI SCARSI E SOFFERTI DI 
INTERVENTO IN CUI SI SONO SOLO CITATE 
PERCENTUALI DI ADESIONE ALLO SCIOPERO 
E VAGHE PAROLE SUL PRESUNTO RUOLO DI 
DIFESA DEI LAVORATORI CHE I SINDACATI RI- 
TIENE DI AVERE, COFFERATI E TUTTO IL SUO 
SEGUITO SONO FUGGITI DAL PALCO, PRO- 
VOCANDO ULTERIORMENTE I LAVORATORI AL 
GRIDO (RIVOLTO Al GIORNALISTI) DI SCRI- 
VERE CHE LA CONTESTAZIONE ERA GUIDATA 
DA POCHI PROVOCATORI "DI DESTRA". 

NESSUNO DEI PRESENTI HA COMUNQUE AB- 
BANDONATO LA PIAZZA E INTORNO AL CA- 
MION SU CUI SUONAVANO GLI ASSALTI 
FRONTALI E I 99 POSSE SOTTO IL PALCO, SI E' 
ASSIEPATA UNA FOLLA CHE VOLEVA RIA- 
PRIRE IL COMIZIO E PROSEGUIRE CON IL DI- 
BATTITO. 

A QUESTO PUNTO E SENZA ALCUN MOTIVO 
LA POLIZIA HA CARICATO TUTTA LA PIAZZA 
CON L'UNICA INTENZIONE DI DISTRUGGERE IL 
CAMION E L'IMPIANTO DI AMPLIFICAZIONE. 

SOTTO GLI OCCHI DEI MANIFESTANTI, I POLI- 
ZIOTTI HANNO TAGLIATO LE GOMME, SEQUE- 
STRATO LE CHIAVI DI AVVIAMENTO, DI- 
STRUTTO L'AMPLIFICAZIONE HA MALMENATO 
CHI SI AVVICINAVA: UN DISOCCUPATO E' FI- 
NITO IN OSPEDALE E DENUNCIATO PER RE- 
SISTENZA. 

INUTILE OGNI COMMENTO: IL FOLLE TER- 
RORE CHE IL SINDACATO HA DELLE PIAZZE DI 
CUI SI CREDE RAPPRESENTATIVO HA FATTO 
SI' CHE IL COMIZIO INIZIASSE E FINISSE AN- 
CORA PRIMA CHE I CORTEI DEGLI OPERAI SI 
AVVICINASSERO ALLA PIAZZA. 


LA BRUTALITÀ E LA VIOLENZA VENDICATIVA 
DELLA POLIZIA HA AVUTO LIBERO SFOGO MA 
NON E' RIUSCITA NE' A SVUOTARE LA PIAZZA 
NE' AD IMPEDIRE IL DIBATTITO, CHE E' AN- 
DATO AVANTI CON LA PARTECIPAZIONE 
DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI LA- 
VORATORI. 

SONO STATI RACCOLTI DUE MILIONI DI SOT- 
TOSCRIZIONE SPONTANEA TRA I LAVORA- 
TORI PRESENTI IN PIAZZA E CHE HANNO AS- 
SISTITO ALLE CARICHE ED ALLA DISTRU- 
ZIONE DEL CAMION. 

QUESTA SERA E DOMANI AL CENTRO SO- 
CIALE MURAZZI CI SARANNO CONCERTI DI 
SOLIDARIETÀ'. LA MOBILITAZIONE NON SI E' 
SPENTA: MARTEDÌ' 29 SAREMO DI NUOVO 
SOTTO IL COMUNE PER UN PRESIDIO DI 
LOTTA. 

SE LE PIAZZE NON SI SVUOTANO IL SINDA- 
CATO TREMA! 

ECN TORINO 


26 File : BSSCIOP2.TXT 


COMUNICATO STAMPA DELLE LAVORATRICI 
E DEI LAVORATORI PER 
L'AUTORGANIZZAZIONE - BRESCIA - 23 set- 
tembre 1992 

Alla manifestazione indetta oggi, mercoledì' 23 
settembre, da CGIL CISL UIL, a Brescia in occa- 
sione dello sciopero regionale contro la stangata 
del Governo Amato, ha partecipato anche uno 
spezzone composto da oltre un centinaio di lavo- 
ratrici e lavoratori autorganizzati insieme a studenti 
e giovani del Centro Sociale, che hanno sfilato 
dietro lo striscione SCIOPERO GENERALE / 
AUTORGANIZZAZIONE. 

Tre le parole d'ordine che hanno caratterizzato 
questa presenza: la DISDETTA delle tessere sin- 
dacali per costruire dal basso una nuova prospet- 
tiva di lotta e nuovi organismi di rappresentanza 
diretta nei luoghi di lavoro; 
l'AUTORGANIZZAZIONE per ricostruire l'unita' dei 
lavoratori delle piccole e grandi fabbriche, del 
pubblico impiego e dei servizi per la cancellazione 
della Finanziaria '93, per la difesa del salario, 
dell'occupazione, delle pensioni, dei servizi sociali, 
del diritto di sciopero, per la riduzione dell'orario di 
lavoro; e l'obbiettivo e' quello di giungere alla pro- 


14 





clamazione dello SCIOPERO GENERALE 
NAZIONALE che faccia cadere il Governo Amato. 

CGIL CISL UIL, di fronte alla massiccia partecipa- 
zione di lavoratori al corteo, hanno preferito sta- 
mane organizzare un lungo corteo che, senza 
toccare gli obbiettivi della protesta quali la 
Prefettura o l'Associazione Industriali, facesse 
sbollire la rabbia operaia. Poi, dopo aver annun- 
ciato che nessun burocrate del Sindacato avrebbe 
preso la parola in piazza Loggia, hanno tirato fuori 
dal cappello un comizio del dirigente confederale 
Grandi. Il discorso di questo bonzo, corresponsa- 
bile dell'accordo del 31 luglio scorso che ha spia- 
nato la strada alla stangata governativa, ha rac- 
colto la contestazione delle Donne in Nero, poi 
dello spezzone, giunto nel frattempo in piazza, dei 
Lavoratori Autorganizzati. A questi si sono poi ag- 
giunti decine di altri lavoratori al grido di "venduti", 
rivolto ai sindacalisti e di "sciopero generale". 
Mentre i lavoratori si avvicinavano al palco per far 
sentire piu 1 forte la loro voce, il servizio d'ordine 
sindacale cercava la rissa, aggredendo verbal- 
mente e fisicamente, utilizzando in alcuni casi 
ombrelli, bandiere e bastoni. Grandi era costretto a 
chiudere in tutta fretta il comizio, facendo sua la 
richiesta di sciopero generale nazionale. Subito 
dopo si formavano numerosi capannelli di discus- 
sione tra i partecipanti alla manifestazione, e no- 
nostante il boicottaggio operato dal potente im- 
pianto voci del Sindacato, alcune centinaia dì la- 
voratori seguivano il comizio/assemblea tenuto 
dagli Autorganizzati. 

A quanti parlano di un "piccolo gruppo di autonomi 
che si e' scontrato con i lavoratori" rispondiamo 
che a difendere Grandi c'erano solo poche decine 
di funzionari sindacali, che centinaia di lavoratori si 
sono uniti in piazza alla contestazione al grido di 
"sciopero generale", e che, quanti non contesta- 
vano apertamente non intralciavano comunque la 
protesta. Chi vuol coprire con le menzogne la per- 
dita di legittimità' e consenso delle gerarchie di 
CGIL CISL UIL, nega oggi una realta' storica. 

Da parte nostra ricordiamo i prossimi appuntamenti 
con le iniziative per lo sciopero generale autorga- 
nizzato: domenica 27/9 assemblea nazionale di 
tutti gli organismi di base dei lavoratori, e per meta' 
della prossima settimana ASSEMBLEA 
PROVINCIALE A BRESCIA. 


27 File : BSSCIOP1.TXT 


SCIOPERO GENERALE 
AUTORGANIZZAZIONE 

Il massacro continua. La Finanziaria '93 del go- 
verno Amato, questo furto di circa 100.000 miliardi 
perpetrato ai danni delle tasche dei ceti meno ab- 
bienti, e' la legittima figlia dell'infame accordo si- 
glato la notte del 31 luglio da governo-confindu- 
stria-CGlL-CISL-UIL. Non e' bastato cancellare la 
scala mobile e la contrattazione articolata, non 
basta che nel nostro paese ci siano 9 milioni di 
poveri registrati dalle statistiche ufficiali, per con- 
sentire l'ingresso dell'azienda Italia nell'Europa dei 
padroni, dei banchieri, degli speculatori di borsa, 
occorre molto di piu'. 

Ed ecco allora il boia Amato brandire la sua man- 
naia contro i già' magri redditi proletari: aumento 
obbligatorio dell'età' pensionabile; calcolo delle 
pensioni sull'intero arco della vita lavorativa; blocco 
dei pensionamenti per anzianità' a tutto il '93; eli- 
minazione della scala mobile e del parziale ag- 
gancio delle attuali pensioni ai salari; azzeramento 
di un'intera tornata contrattuale e blocco delle as- 
sunzioni nel Pubblico Impiego; pagamento 

dell'assistenza sanitaria per i redditi familiari supe- 
riori ai 40 milioni annui lordi; eliminazione del re- 
cupero del fiscal drag con conseguente aumento 
del prelievo IRPEF dalle buste paga superiori ai 30 
milioni lordi annui. A tutto ciò' si aggiungerà' 
dall'anno prossimo l'aumento della tassazione, a 
livello locale, su case, tariffe elettriche e del gas, 
trasporti, bolli, benzina. 

Questa e' l'amarissima ricetta che il Governo, 
erede di tangentopoli, ci vuole propinare. 
Aumenteranno la disoccupazione, la cassintegra- 
zione, i licenziamenti; dovremo lavorare piu' a 
lungo e a ritmi piu' alti, andare in pensione con una 
miseria; ed intanto la sanità', la casa, la scuola, i 
trasporti, i servizi sociali essenziali diventeranno 
merci di lusso e non diritti sacrosanti di cui devono 
godere le/i lavoratrìci/ori. 

Di fronte a questa vera e propria dichiarazione di 
guerra del Governo Amato contro tutto il mondo 
del lavoro dipendente, CGIL-CISL-UIL, i sindacati 
di Stato che hanno fatto delle compatibilita' di si- 
stema e della competitivita' aziendale il loro unico 
credo, dopo la vergognosa firma del 31 luglio, con- 
tinuano a reggere il sacco al Governo, a mendicare 
qualche aggiustamento, a proporre incredibili pre- 
stiti forzosi (ricordate le fedi alla patria del venten- 
nio?). Intanto costoro hanno già' avuto in cambio 
dal Governo la promessa della gestione insieme 
alle associazioni padronali dei futuri fondi delle 
pensioni e assicurazioni sanitarie integrative. 


15 




Questi sindacalisti, generali senza esercito che 
vivono sul nostro lavoro, non ci rappresentano piu 1 , 
mandiamoli in pensione prima che facciano ulteriori 
danni. 

La contestazione di massa avvenuta ieri a Firenze 
del bonzo Trentin che, guarda caso, ha ricevuto la 
pronta solidarietà' di Amato, Mancino, Marini, e' 
indice non solo dell'esasperazione, ma della giusta 
determinazione che sale da tutti gli strati sociali 
penalizzati da questo modello di sviluppo basato 
sul profitto del capitale. A questo punto i militanti di 
"Essere Sindacato" devono scegliere, non possono 
piu' continuare a opporsi dall'interno alle scelte di 
Trentin e soci, ma scindere la loro responsabilità, 
uscire dal sindacato e partecipare alla crescita del 
processo di autorganizzazione che si sta svilup- 
pando nel paese . 

DISDETTIAMO LE TESSERE, costruiamo dal 
basso una nuova prospettiva di lotta e nuovi orga- 
nismi di rappresentanza diretta in ogni luogo di 
lavoro. 

AUTORGANIZZIAMOCI, ricostruiamo l'unita' delle/i 
lavoratrici/ori delle piccole e grandi fabbriche, del 
pubblico impiego e dei servizi per la cancellazione 
dell'accordo del 31 luglio, per il totale ritiro della 
Finanziaria '93, per la difesa dei salario, 
dell'occupazione, delle pensioni, dei servizi sociali, 
del diritto di sciopero, per la riduzione dell'orario di 
lavoro. 

E' necessario che la mobilitazione proletaria si in- 
tensifichi con scioperi e manifestazioni articolate 
per giungere alla proclamazione dello SCIOPERO 
GENERALE che faccia cadere il Governo Amato. 
Un primo importante momento di verifica nella 
preparazione dello Sciopero Generale si terrà do- 
menica 27 settembre a Roma all'assemblea na- 
zionale autorganizzata a cui invitiamo tutte/i le/i 
lavoratrici/ori a partecipare. 

LA VORA TRICI E LA VORA TORI PER 

L ‘A UTORGANIZZAZIONE 

COBAS SCUOLA DI BRESCIA E PROV. 

Brescia 23/9/92 


28 File : RM20924B.ASC 


Roma, 24 09 1992 

COMUNICATO USI SU MANOVRA ECONOMICA 
DEL GOVERNO 

COMUNICATO STAMPA 

La manovra economica del governo Amato si de- 
linea in tutta la sua drammaticita': ai lavoratori e 
alle classe subalterne sono chiesti " sacrifici, sacri- 
fici e sacrifici". 

A questi attacchi, finalizzati all 1 ingresso italiano 
nell' Europa disegnata a Maastricht (e alla difesa di 
profitti e posizioni di potere messi in dubbio dalle 
inchieste della magistratura), e' necessario che il 
mondo del lavoro dipendente dia un' adeguata ri- 
sposta. 

Ciò' può’ avvenire solo attraverso lo sviluppo di 
percorsi di autorganizzazione dei lavoratori, senza 
piu' illudersi sulla riformabilita' della triplice confe- 
derale. 

Anzi, la giusta rabbia dei lavoratori, degli operai' 
espressasi anche con forme di critica materiale ai 
vertici sindacali, in questii giorni in cui si svolgono 
gli scioperi regionali " unitari ", e' stata additata 
come riemergere di fenomeni di " violenza terrori- 
stica ". 

I veri terroristi sono coloro che hanno firmato I' 
accordo del 31/07 e hanno svenduto le classi su- 
balterne alla logica padronale. 

E' giunto il momento di avviare un percorso co- 
mune che porti ad iniziative di lotta unitaria e au- 
torganizata in difesa dei diritti dei lavoratori. 
Invitiamo a partecipare tutti all' assemblea nazio- 
nale del 27/09/1992 presso il cip. 

UNIONE SINDACALE ITALIANA 


29 File : RM20927.ASC 


Roma, 26/9/92 

COMUNICATO DEI LAVORATORI 

AUTO RGANIZZ ATI SULLA MANIFESTAZIONE 

DEI PENSIONATI A ROMA. 

Dopo le sonore e dure contestazioni ai palchi sin- 
dacali, questi si sono rifatti con la manifestazione 
dei pensionati. Circa 100.000 pensionati sono stati 
mobilitati sulla difesa del potere d'acquisto delle 
misere pensioni, in realta' la piu' grossa federa- 
zione dei sindacati si serve di loro come massa da 
manovrare per i loro loschi traffici con governo e 
padronato. Sproppositata la presenza della polizia 


16 





e ancor piu 1 del servizio d'ordine del sindacato, che 
ha fatto prova generale per l'annunciata contesta- 
zione a Trentin il 2 ottobre, giorno dello sciopero 
generale del pubblico impiego e sciopero regionale 
generale del Lazio. 

Comunque il clima della piazza e' stato molto 
freddo nei confronti di tutti gli oratori, ne' Trentin, 
D'Antoni e Larizza hanno fatto nulla per riscaldarlo, 
insistendo sui provocatori che attaccano i comizi e 
sul governo che non gli concede spazi di mano- 
vra... insomma nessuno dei tre boss ha annunciato 
scioperi generali. 

Un folto gruppo di compagni ha volantinato proprio 
per indicare il percorso che porta allo sciopero 
generale. Poi con un megafono ha improvvisato 
slogan, come "Venduti; buffoni, sciopero generale" 
e brevi comizi, subito circondato dall' enorme ser- 
vizio d' ordine e dalla Digos, mentre qualche tele- 
visione di Stato cercava lo scoop impossibile. 

Tutte le realta' antagoniste e dell' autorganizza- 
zione avevano escluso il confronto con la manife- 
stazione dei pensionati, rinviando alla data del 2 
ottobre a Roma e alle altre iniziative che saranno 
decise dall' assemblea nazionale del 27/9 a Roma. 


30 File : COMUNIC3.TXT 


COMUNICATO D'AGENZIA 

RIESPLODE LA RABBIA IN PIAZZA, LA 
POLIZIA REPRIME 

Chi pensava che le contestazioni di Firenze e 
Milano fossero episodi isolati dovuti alla presenza 
"di gruppi ristretti di provocatori di professione", è 
stato smentito da quanto continua ad accadere 
quotidianamente in tutte le piazze. 

Gli operai che hanno manifestato a Genova, 
Padova, Parma, Imperia ed Ancona hanno 
espresso con vigore il loro dissenso nei confronti 
delle scelte sindacali e la loro rabbia contro il go- 
verno Amato. 

Ma al disappunto espresso in questi giorni da mi- 
gliaia e migliaia di operai e lavoratori di tutte le ca- 
tegorie, non si risponde con provvedimenti ade- 
guati, bensì con la criminalizzazione e con con- 
seguenti misure repressive. In questo contesto si 
inserisce la circolare Mancino, con la quale il mini- 
stro dell'Interno ha richiamato questori e prefetti 
alla massima allerta, sottolineando la necessità di 
sedare le tensioni che si stanno manifestando nelle 
piazze d'Italia, tensioni generate secondo Mancino 
da "soggetti estremisti con intenti destabilizzanti". 
Ma veniamo ai fatti. 


A Napoli migliaia di lavoratori sono sfilati da piaz- 
zale Matteotti a piazzale Garibaldi dove ha preso la 
parola Raffaele Morese, segretario nazionale ag- 
giunto della CISL. Il sindacato è scappato davanti 
alla rabbia dei lavoratori, anticipando il comizio di 
pidi un'ora, prima che arrivassero i settori piarrab- 
biati del corteo. Un'imponente schieramento dì po- 
lizia e digos ha impedito a questo spezzone di en- 
trare in piazza per permettere la ritirata dei vertici 
sindacali. 

E così, mentre operai e disoccupati gridavano la 
loro rabbia sotto un palco deserto, la polizia cari- 
cava pesantemente i contestatori arrestando un 
disoccupato che, insieme ad altri era salito sul 
palco nel tentativo di intervenire. 

A Genova, dove già durante la settimana si sono 
svolte alcune manifestazioni spontanee, il comizio 
tenuto da Franco Lotito, segretario generale della 
UIL, è stato duramente contestato da ampi spez- 
zoni composti da studenti, lavoratori della nettezza 
urbana e dei trasporti che hanno espresso il loro 
dissenso anche con il lancio di oggetti. Il segretario 
provinciale della CISL, Diego Cattivelli, è rimasto 
ferito alla fronte da un bullone. 

Un corteo spontaneo si è successivamente mosso 
dalla piazza, dirigendosi verso la prefettura dove si 
è successivamente sciolto. 

A Padova, il corteo indetto per lo sciopero generale 
regionale, si è svolto in un clima cileno. Mentre il 
servizio d'ordine del sindacato ha tenuto a distanza 
lo spezzone dei lavoratori autorganizzati, facendoli 
oggetto di continue provocazioni, un cordone sa- 
nitario di PS e CC lo ha praticamente scortato ral- 
lentandone la marcia per permettere la conclusione 
del comizio senza contestazioni . Successivamente 
l'accesso alla piazza e stato praticamente impedito 
con violente e ripetute cariche che hanno provo- 
cato diversi contusi e in particolare il ricovero di un 
lavoratore e il fermo di due giovani. 

Contestazioni anche ad Ancona, Parma ed infine 
ad Imperia dove il servizio d'ordine dei sindacati ha 
tentato di impedire la contestazione di circa mille 
lavoratori. In questo tentativo, una studentessa è 
rimasta ferita. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 

c/o INFO/SHOP VIA DEI TRANSITI 28 MILANO 
TELE FAX 26141218 


17 




31 File : MI20927.TXT 


INTERVENTO DEL C.S. LEONCAVALLO 
ALL'ASSEMBLEA DEL 27/09/92 DEI 
LAVORATORI AUTORGANIZZATI E DELLE 
REALTA' SOCIALI TENUTASI PRESSO IL CIP 
ALESSANDRINO DI ROMA 

Gli anni '80 ci hanno consegnato grandi trasfor- 
mazioni produttive e sociali per le quali e' già' stato 
pagato un prezzo assai alto da quelle stesse classi 
sociali operaie e proletarie cui oggi il governo 
Amato presenta il conto. Fare la lista di quanto 
abbiamo già 1 dato in questo lungo processo di 
espropriazione della nostra ricchezza e dei diritti e 1 
cosa inutile: abbiamo già' discusso ampiamente 
quanto la destra sociale in questi anni abbia inciso 
sulla tasca di tutti e la liberta 1 di ciascuno. 

Le manifestazioni di questi giorni hanno visto in 
piazza, forse per la prima volta in forma cosi' 
chiara, lavoratori, dentro e fuori la fabbrica, stu- 
denti, disoccupati. Non deve stupire: 

- il drastico ridimensionamento delle grandi con- 
centrazioni industriali ha consegnato le aree ur- 
bane alla rendita e alla speculazione edilizia; de- 
cretando il riordino del territorio e del diritto/bisogno 
alla casa nella misura dei profitti dei suoi padroni; 

- la graduale privatizzazione delle imprese e dei 
servizi ha largamente attaccato il reddito sociale e 
le garanzie minime per milioni di proletari; 

- la frammentazione del tessuto produttivo ha for- 
temente esposto vasti settori sociali allo sfrutta- 
mento terziario della forza lavoro. 

Questo e naturalmente molto altro ancora! 

Proprio nel reticolo territoriale e terziario si e' col- 
locata l'esperienza dei centri sociali, che giunge 
oggi, almeno nelle sue esperienze piu' solide, alla 
maturità' di uno schieramento largo non solo contro 
la manovra del governo Amato ma contro l'intero 
assetto dei rapporti sociali che questo stato di cose 
continuamente riproduce. 

E' certo cosa nota che il reddito operaio e proleta- 
rio non si esaurisce nel salario ma comprende 
quell'insieme di voci, dai trasporti alla sanità', che 
sono al centro da anni di una costante politica di 
sottrazione e rapina ad opera dei governi della 
Repubblica, con il fattivo consenso delle confede- 
razioni sindacali. 

Non andremo oltre nel tratteggiare il carattere 
corporativo dello Stato, i caratteri dell'associazione 
a delinquere tra padronato e sindacati, perche' e' 
cosa fin troppo ovvia; ci interessa sottolineare la 


necessita' di affrontare l'intero complesso delle 
questioni sociali che il furto del 31/7/92 e la suc- 
cessiva manovra hanno evidenziato. 

Un pronunciamento chiaro in favore dello sciopero 
generale autorganizzato, di cui evidenziamo il ca- 
rattere politico, e al quale attribuiamo la valenza di 
passaggio fondante una piattaforma sociale da ar- 
ticolare nei tempi e nel senso dell'attuale quadro di 
lotte. 

CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 

Milano, 27 Settembre 1 992 


32 File : MOZIONE.ASC 


ASSEMBLEA AUTORGANIZZATA DEL 27/09/92 

Mozione conclusiva 

Le contestazioni al sindacato istituzionale e la 
grande partecipazione di massa alle manifestazioni 
delle scorse settimane hanno aperto uno scontro 
sociale di grandi dimensioni e di grandi prospettive. 
Gli operai, i lavoratori, i pensionati e gli studenti 
sono stati costretti, dall'accordo del 31/7/92 e dai 
provvedimenti del governo Amato, a ritrovarsi 
spontaneamente nelle piazze, recuperando una 
propria unitaria logica di classe, contro ogni com- 
patibilita', in contrapposizione alla logica di go- 
verno, padronato e sindacato confederale. 

Il nodo vero che divide i lavoratori salariati e i ceti a 
basso reddito daH'insieme delle realta 1 istituzionali 
(confederali compresi) per la questione dei 
"sacrifici equi", ovvero se debba essere accettato il 
principio base della logica dei sacrifici che vuole 
ripartiti, sia pure "equamente", su tutti i cittadini il 
peso di una manovra economica anticrisi. 

E' successo in sostanza che mentre i sindacati 
confederali convocano le manifestazioni o gli 
scioperi in nome dei "sacrifici equi", la protesta di 
piazza ribadiva un secco no a qualsiasi sacrificio. 

L' unica equità' possibile nei confronti della gran 
parte delle famiglie italiane lascia lo spazio (il 40% 
vive con meno di un milione e settecento al mese e 
I 1 80% non supera comunque i 3 milioni) e 1 quello di 
aumentare i salari, diminuire r orario di lavoro e 
potenziare I 1 assistenza e i servizi. 

La protesta di piazza va dunque necessariamente 
a contrapporsi, per il solo fatto di esistere che per 
coscienza maturata, non solo alla politica ma alla 


18 





stessa struttura storica e ideologica del sindacato 
confederale. 

Va inoltre rilevato come la parola d 1 ordine "devono 
parlare i lavoratori", imposta nei fatti e non solo 
negli striscioni, abbia grande assonanza con il 
percorso dell 1 autorganizzazione. 

Autorganizzazione significa, infatti, prima di ogni 
altra cosa, che i lavoratori debbano poter parlare e 
decidere sempre. Il movimento di questi giorni e' 
destinato dunque ad impattare positivamente il 
processo di ricomposizione del proletariato e il li- 
vello di autorganizzazione già' sedimentato. 

Nell' immediato occorrerà' concentrare lo sforzo a 
partire dallo sciopero generale contro i padroni, il 
Governo e la politica confederale sui tre obiettivi 
centrali già' posti dal movimento: 

1) ritiro immediato di tutti i provvedimenti 
governativi, quelli di luglio e quelli di settembre; 

2) ripristino integrale della scala mobile; 

3) riapertura della contrattazione nel 
pubblico impiego e nelle aziende private. 

Questi obbiettivi potranno essere conseguiti solo 
se sara' mantenuta la durezza delle forme di lotta, 
dalla contrapposizione verso i sindacalisti ai pic- 
chetti di massa nel territorio. 

Le realta' dell'autorganizzazione saranno fino in 
fondo in questo processo: a sostenere la protesta 
e a generalizzare la lotta, ma anche ad indicare la 
prospettiva necessaria dell'autorganizzazione. 

Saremo dunque presenti proclamando scioperi e 
organizzano la partecipazione di massa alle sca- 
denze generali quando i lavoratori saranno in 
piazza a contestare e a lottare. Al tempo stesso 
proponiamo sin da ora uno sciopero e una mani- 
festazione nazionale dell'autorganizzazione da 
tenersi 23 ottobre e comunque dopo la tornata 
delle scadenze generali. 

Proponiamo inoltre, da subito, un percorso refe- 
rendario sul diritto di sciopero, sulla democrazia nei 
luoghi di lavoro e sulla cassa integrazione da atti- 
vare attraverso comitati dal basso indipendenti da 
partiti politici. 

In sintesi I* assemblea dell' autorganizzazione 
decide: 


rafforzare e organizzare le protesta contro padroni, 
Governo e sindacati confederali. 

2) in assonanza con le decisioni votate in 
Piazza Duomo a Milano al comizio degli 
autorganizzati il 23/9/92 da decine di migliaia di 
lavoratori, I' assemblea ritiene indispensabile che 
Io sciopero generale sia da effettuarsi entro il 
23/10/92. 

3) I' assemblea ritiene insufficiente lo 
sciopero alternativo del 2 ottobre pomeriggio 
indetto dalla CUB. Verso questi compagni 
lanciamo un pressante appello unitario per I' 
iniziativa del 23/1 0; 

4) I 1 assemblea decide di arrivare in tempi 
brevi ad un coordinamento dei movimenti di lotta e 
delle realta' autorganizzate e da mandato alia 
presidenza dell' assemblea di organizzare 
tecnicamente la prima riunione di questo 
coordinamento entro e non oltre il 10 ottobre. In 
assenza di necessita' piu' immediate la riunione si 
intende convocata per sabato 10 ottobre a partire 
dalle 9.30 nei locali del CIP Alessandrino a Roma i 
Via delle Ciliege, 42 Tel. 06/23231581, fax 
06/2312458. 

(Approvata all' unanimità') 

Roma, 27/9/92 


1) di essere presente (come lo e' stata in 
questi giorni) nei movimenti e negli scioperi, per 


19 



33 


File : DISDETTA.TXT 


COME LIBERARCI DAL SINDACATO 

Modulo per la disdetta della tessera: ritaglia, compila, consegna al sindacato e all'ufficio personale e 
AUTORGANIZZATI PER LOTTARE! 


Brescia, li' __________ (1 ) 

Spett.le (2) 


25100 BRESCIA 


e p. c. Spett.le (3) 


I sottoscritt dipendente 

del con la qualifica di 

con la presente comunica la 

disdetta della delega, con relativa trattenuta in busta paga, a favore di codesta 
Organizzazione Sindacale. 


(firma) 


NOTE: 

(1) da presentare entro il 31/10/1992 

(2) CGIL - CISL- UIL 

(3) denominazione Ente o Azienda 


20 



NEONAZISMO 


34 File: IMPERIA.ZIP 


34.1 File : INDICE.ASC 


Giovedì 17 settembre "La Stampa" pubblica nelle 
pagine di cronaca locale un articolo intitolato "Valle 
armea? Noi naziskins non c'entriamo", in riferi- 
mento al recente episodio di profanazione di un 
cimitero ebraico a Sanremo. 

Nell'articolo, firmato M. P., viene intervistato un 
giovane naziskin di Sanremo, Massimo A. di 24 
anni, definito "cento chili di folle entusiasmo xeno- 
fobo", a cui viene offerta la possibilità di lanciare un 
vero e proprio appello all'organizzazione dei nazi- 
skins in Liguria, per poter fronteggiare l'invasione 
di "slavi, africani e zingari". 

L'atteggiamento compiaciuto e partecipato del se- 
dicente giornalista, su un giornale che pubblica in 
trafiletti le iniziative dei compagni, ci spinge a 
faxare un comunicato alla redazione della Stampa 
di Sanremo (NAZI1.ASC). 

Il giornalista, a dir poco inferocito, risponde con un 
fax delirante (NAZI2.ASC) a cui suo malgrado noi 
replichiamo (NAZI3.ASC). 


34.2 File : NAZI1. ASC 


(questo riporta il primo comunicato inviato dai 
compagni alla redazione della "stampa"). 

COMUNICATO STAMPA 

QUALCHE VERME SCHIFOSO CHE PUR- 
TROPPO VIVE DA QUESTE PARTI, HA RIEM- 
PITO DELLE PROPRIE GESTA E DELLE PRO- 
PRIE PAROLE, DA INFAME, LE CRONACHE DEI 
QUOTIDIANI DI QUESTO ULTIMO PERIODO. 
STIAMO PARLANDO DI QUEI QUATTRO 
STRACCIONI CHE SI DEFINISCONO NAZISTI 
NOSTRANI, DEL TUTTO IGNORABILI E SQUAL- 
LIDI SE NON FOSSE PER IL CLIMA INTERNA- 
ZIONALE E L'ATTENZIONE DI ALCUNI PSEUDO 
GIORNALISTI IN CERCA DI SCOOP. 

LE GESTA E LO STILE DEI CUGINETTI TEDE- 
SCHI, CHE SCIMMIOTTANO COME IDIOTI, RI- 
PORTATE DA UNA CAMPAGNA STAMPA IRRE- 
SPONSABILE ED AMPLIFICANTE, ANCHE GRA- 
ZIE A GIORNALISTI COME IL SEDICENTE M.P. 
DE "LA STAMPA" (COSA NON SI FAREBBE PER 


UNO SCANDALETTO DI PROVINCIA, VERO 
M.P.?) DEVONO AVER APERTO IN QUEL 
BLOCCO DI GRANITO CHE E' LA TESTA 
DEL"SIGNOR" MASSIMO A., 24 ANNI "CENTO 
CHILI DI MUSCOLI E DI ENTUSIASMO XENO- 
FOBO" L'IDEA CHE UN POSTO AL SOLE FOSSE 
DISPONIBILE ANCHE PER LORO. 

SIAMO QUI A RICORDARE AL "SIGNOR" MAS- 
SIMO A. CHE L'ANONIMATO NON NASCONDE 
IN ETERNO GLI ATTI E LE PAROLE E CHE PER 
NOI E QUELLI COME NOI" CENTO CHILI DI MU- 
SCOLI" FANNO SOLTANTO UN PO' PIU' RU- 
MORE QUANDO CADONO A TERRA... 

RICORDIAMO AL SEDICENTE GIORNALISTA 
M.P. ED A CHIUNQUE DEL MESTIERE CHE UN 
SERVIZIO DI QUESTO GENERE Al NAZISTI LO- 
CALI FINO A NON MOLTI ANNI FA VENIVA 
CHIAMATO COLLABORAZIONISMO E NON ME- 
RITAVA CERTO... ATTESTATI DI STIMA... 

CHE CIASCUNO ASSUMA LE PROPRIE 
RESPONSABILITÀ' 

NIENTE RESTERÀ' IMPUNITO 

I COMPAGNI E LE COMPAGNE 
DELL'AUTONOMIA OPERAIA - IMPERIA 
COORDINAMENTO NAZIONALE 
ANTINUCLEARE ANTIMPERIALISTA 


34.3 File : NAZI2.ASC 


(Questo file riporta la risposta del "giornalista" m. p. 
a. I nostro primo comunicato). 

LA STAMPA 

RISPOSTA A COMUNICATO STAMPA 
(SENZA BISOGNO DI REPLICA) 

1) Prima di parlare di scoop, bisognerebbe saper 
valutare lo scoop. 

2) Pseudo giornalisti o pseudo agenzie di stampa? 

3) E' vero sarebbe collaborazionismo se Massimo 
A. fosse un nazista. Ma è un povero illuso. E 
quindi... 

4) Davverol Mi fa piacere sapere che Autonomia 
Operaia esiste ancora. 

cordialità 

g.p.m. 


21 








34.4 File : NAZI3.ASC 


(Questo file contiene il secondo comunicato inviato 
dai compagni alla redazione della '‘stampa"). 

Egregio sig. G.P.M. , 

la sua scomposta e davvero poco professionale 
risposta ci costringe, suo malgrado, alla replica. 

E' vero, siamo gli unici al mondo a non aver capito 
come funziona il mestiere di giornalista, soprattutto 
se svolto alle dipendenze dell'organo di stampa del 
Gran Padrone. 

Lei ed il suo giornale ci insegnate che funziona 
così: neppure una riga per una manifestazione di 
100000 persone, spazio e considerazione ad un 
rigurgito di fogna come Massimo A. . 

Illusi noi che ci ostiniamo a chiamarci agenzia di 
stampa perchè diffondiamo notizie senza censura, 
perchè stampiamo un foglio murale, perchè ge- 
stiamo una rete telematica. 

Perchè lo facciamo in forma di volontariato, perchè 
siamo tanti, abbiamo tutti un'età compresa fra i 20 
e i 30 anni e, può sembrarle strano, anche per- 
che'ci riconosciamo nel movimento 
dell'AUTONOMIA OPERAIA che, siamo costretti a 
comunicarle, ci risulta vivo e vegeto, 

Ci sembra altresì lampante, al di là della malafede, 
che lei non riesce a comprendere la reale natura e 
portata del fenomeno neo- nazista, ma neanche, e 
questo è grave, la funzione e l'impatto degli organi 
di comunicazione di massa nella società dello 
spettacolo. 

Il suo articolo, lo voglia o meno, è di fatto apologe- 
tico, perchè amplifica, rimbalza il messaggio, mette 
in circolazione un'immagine. 

Poco importa che lei dica di sapere, come noi sap- 
piamo, che quel verme è un povero illuso. Di poveri 
illusi come lui, che trovano forza ed identità anche 
in articoli come il suo, sono composte le bande che 
aggrediscono e uccidono gli immigrati, a Berlino 
come sul litorale di Ostia, come nel ponente ligure. 
Noi siamo consapevoli di essere gli unici, oggi, 
nella crisi generale della sinistra, dei partiti e dei 
sindacati, ad avere le energie e le forze per opporci 
a questa nuova barbarie. Decine di nostri compagni 
processati ed incarcerati per antifascismo in tutta 
Europa (strano, non se ne parla mai) stanno a di- 
mostrare la conseguenza nella pratica di quanto 
affermato. 

Sappiamo della barbarie nuova che incombe e ci 
stiamo attrezzando a contrastarla... 

E LEI? DA CHE PARTE STARA'? 

I COMPAGNI E LE COMPAGNE 
DELL'AUTONOMIA OPERAIA 


35 File : NAZIBAS.TXT 


Telefonata da Bassano con i compagni 
dell'Osteria alla Riva 

Nella notte tra venerdì' e sabato tre giovani incen- 
surati Domenico Moro, Gianfranco Marchesan, 
Fabrizio Faccio, tutti sui ventanni, dopo una serata 
passata tra bar e la festa della birra si recano 
all'ospedale per medicare uno di loro. Usciti 
dall'ospedale si imbattono in un giovane tossico- 
dipendente Franco Bortolan che stava dormendo 
in un sacco a pelo vicino al Centro per le 
Tossicodipendenze dove era in cura da parecchio 
tempo. A quel punto si accaniscono sul Bortolan, 
(anche se loro sostengono di avergli dato solo un 
paio di spintoni) in un vero e proprio pestaggio che 
gli procurerà' lo spappolamento della milza e pa- 
recchie altre contusioni. Il giovane dopo una gior- 
nata di inutili tentativi dopo una giornata di sala di 
rianimazione morirà' in serata. I tre aggressori sono 
stati riconosciuti dallo stesso Bortolan che pare 
abbia dato anche indicazioni sull'auto usata per 
andarsene. Ora gli inquirenti stanno aspettando gli 
esiti dell'autopsia per stabilire le cause della morte. 
C'e 1 da dire che i giornali ieri riportavano articoli 
abbastanza pesanti nei quali dicevano che il 
Bortolan avrebbe minacciato di morte alcuni im- 
piegati comunali perche' gli avevano tolto i sussidi, 
oggi invece riportano strettamente i fatti che sono 
successi. 

d: Si parla di un eventuale simpatia nazisti di uno 
degli assalitori? 

Si', nei giornali tra le righe si legge che uno degli 
aggressori ha delle amicizie tra gli skean heads, 
anche se tutti e tre non hanno l'aspetto tipico degli 
skeans. 

D. Ci sono stati altri episodi di intolleranza verso i 
tossicodipendenti o verso quella categoria di 
emarginati che la nostra società' isola? 

R, Si', si sono avuti altri episodi del genere a 
Bassano ma meno gravi e proprio ieri abbiamo 
saputo che c'e' stata una aggressione contro gli 
extracomunitari a Valdagno, oppure ci sono ag- 
gressioni da parte dell'area degli ultras. Per cui 
queste non sono cose nuove, anche se arrivare ad 
ammazzare una persona penso che sia un episo- 
dio molto grave. 

D: C'e' sta nessuna reazione da parte della gente? 
R. Sembra che non ci sia stato molto sdegno tra la 
cittadinanza comunque noi stasera propiniamo una 
assemblea 


22 





36 File: NAZISKIN.MO 


MANIFESTAZIONE NAZI A MODENA 

Apprendiamo dalla stampa locale (!) che 
Mercoledì' 23/09/92 

si e' tenuta, nel centro di Modena, una manifesta- 
zione fascista verso le 21.30... 

NESSUNO LO SAPEVA (NON SAPPIAMO AN- 
CORA SE SI E' TRATTATO DI UNA MANIFE- 
STAZIONE AUTORIZZATA O DI UN CORTEO 
IMPROVVISATO DOPO UNA LORO ASSEM- 
BLEA...) NON C'ERA NESSUN MANIFESTO, 
NESSUN VOLANTINO... QUESTI BASTARDI 
HANNO ORGANIZZATO IL TUTTO 
ALL'INSAPUTA DELLA CITTA'!!! 

Dalla stampa locale si viene a sapere soltanto oggi 
(25/09/92) che una ventina di fascisti tra i 18 e i 20 
anni hanno sfilato "in formazione" con passo mar- 
ziale scandendo slogan fascisti e razzisti contro 
extracomunitari e contro i meridionali (...questo ci 
sembra in realta' "strano". ..visto che alcuni di loro 
sono di origine meridionale. ..ma , come al solito i 
giornalisti locali non spiccano per "buon udito" o 
"buona vista"...). 

E' LA PRIMA VOLTA CHE UNA COSA DI 
QUESTO TIPO ACCADE A MODENA!!! 

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una serie di 
segnali inquietanti da parte di questi fascisti locali; 
probabilmente alcuni di questi "venti manifestanti" 
(dice il giornale. ..speriamo non fossero di piu'...) 
venivano da fuori Modena (sappiamo che hanno 
"buoni rapporti" con fascisti di Parma.. .ad esem- 
pio). 

VI E' COMUNQUE UNA CERTA DIFFICOLTA' 
NEL "PREVEDERE" LORO "USCITE PUBBLI- 
CHE"... VISTO CHE CONTINUANO A STARE 
NELL'OMBRA E A SFRUTTARE "L'EFFETTO- 
SORPRESA"... 

DA PARTE NOSTRA, NELLE PROSSIME SETTI- 
MANE, ABBIAMO INTENZIONE DI ORGANIZ- 
ZARE UNA SERIE DI "USCITE PUBBLICHE" AN- 
TIFASCISTE- ANTI RAZZISTE. 

MODENA 

26/09/92 


37 File : RM20924A.ASC 


Roma, 24.9.92 

Violenze contro immigrati. 

Mercoledì 23 a Campoverde (LT) un gruppo di ca- 
rabinieri ha bruciato gli effetti personali di braccianti 
immigrati e un operaio algerino dirigente di 
"Senzaconfine" di Aprilia e' stato pestato. Venerdì 
25, h. 12.30, conferenza stampa al circolo 

dell'amicizia di Aprilia (v.Trieste). Saranno illustrati 
l'esposto e l'interrogazione parlamentare di Rif. 
comunista e si indicheranno comportamenti e re- 
sponsabilità' di enti locali e forze di polizia nei con- 
fronti dei braccianti stagionali. 

Assoc. "Senzaconfine" 


23 





CARCERE 


38 File: RM20914.ASC 


Roma 9/9/1992 

LIBERTA' PER ACHOUR BOUTALEB 

Achour Boutaleb, proletario algerino, immigrato in 
Italia, non ancora trentenne, si trova rinchiuso dalla 
seconda meta' di agosto nell'Ospedale Psichiatrico 
Giudiziario di Napoli, vale a dire nel mmanicomio 
criminale. Ecco la sua storia. 

Achour, da alcuni anni in Italia in cerca di lavoro, e' 
rinchiuso per piccoli furti da oltre due anni in car- 
cere. Le sue condanne sono definitive, poiché' non 
ha trovato nessuno in carcere che lo aiutasse a 
presentare appello. Non ha molto da scontare per 
la giustizia italiana , Achour tra pochi mesi do- 
vrebbe essere libero.. Ma Achour e' malato: calco- 
losi renale , gli viene diagnosticata nel Centro 
Clinico di Regina Coeli fin dal dicembre '90, dia- 
gnosi confermata successivamente dall 1 Ospedale 
Civile di Chieti e dai medici di Latina. LA malattia 
non e' grave, occorre pero' asportare chirurgica- 
mente i calcoli, Achour richiede di essere operato 
presso un'Ospedale Civile . L'istanza viene riget- 
tata perche 1 il Centro Clinico di Regina Coeli e' ri- 
tenuto idoneo ad eseguire un'operazione piuttosto 
semplice. Il 24 ottobre '91 viene effettuato 
l'intervento chirurgico. Trascorrono tre settimane di 
sofferenza con febbre e dolori lancinanti; alla fine 
.dopo ripetute insistenze, gli viene fatta una lastra 
da cui risulta che ad Achour e 1 stato compieta- 
mente asportato il rene destro. Achour protesta, 
espone in una alla procura della repubblica di 
Roma ciò' che ha dovuto subire sulla propria pelle 
a propria insaputa; ma finora nessuna risposta e 
giunta da una magistratura forse troppo intenta a 
mettere a segno colpi spettacolari per risultare 
sensibile ai ai diritti elementari di un qualunque 
detenuto algerino. 

Pero' Achour riesce a comunicare la sua storia ai 
giornali: una lettera che racconta la sua storia 
viene pubblicata il 27 dicembre sul manifesto, ma il 
giorno successivo Achour venne immediatamente 
trasferito al carcere di Latina. Qui, con I 1 aiuto di 
una compagna detenuta politica, con cui ha un 
rapporto epistolare e di frasi gridate da una finestra 
all 1 altra, Achour ritesse un esile rapporto con I 1 
esterno, con i compagni. 

Presenta istanza per ricevere in carcere la visita di 
un medico di fiducia, che avviene in febbraio nel 
carcere de L' Aquila, sede del suo nuovo trasferi- 
mento. Al medico viene garantito dai responsabili 
dell' infermeria del carcere che verrà ricoverato al 
piu' presto possibile all' Ospedale Civile. Invece, 


dopo oltre un paio di mesi, viene rispedito al centro 
clinico di Regina Coeli. 

Nel frattempo viene trovato un avvocato che pre- 
senza istanza di cumulo di pene e liberazione an- 
ticipata (i 90 giorni di abbuono sulla pena gli ven- 
gono concessi dal tribunale di Roma). Viene ri- 
chiesta anche la liberta' per motivi di salute; la re- 
lativa perizia disposta dal tribunale ed effettuata 
verso la meta 1 di giugno, a tutt' oggi non e' stata 
ancora depositata. 

Dopo l' inizio dell 1 estate Achour viene nuovamente 
mandato al carcere de L' Aquila, dove cominciano 
le provocazioni delle guardie che ripetutamente lo 
"invitano" a troncare i suoi rapporti epistolari con la 
compagna detenuta a Latina e con il suo avvocato 
di fiducia. 

Achour, dopo aver dapprima taciuto, risponde 
verbalmente alle intimidazioni; gli agenti di custodia 

10 pestano e lo sbattono in cella di isolamento. 
Achour ha ancora la forza di reagire, e inizia lo 
sciopero della fame contro questo ennesimo, 
odioso sopruso. Di qui scatta I' ultima infame rap- 
presaglia, Achour viene rinchiuso nell 1 Ospedale 
Psichiatrico Giudiziario di Napoli. 

Quale il senso di questa tragica vicenda? 

11 sistema carcerario produce malattia, utilizza la 
malattia per trasformare i detenuti in cavie. Ma c' e 1 
chi non si piega e viene continuamente trasferito; 
se continua a mantenere legami con I' esterno 
questi gli devono essere recisi; se persevera nel 
difendere i suoi piu' elementari diritti, allora si deve 
piegare con le cattive e perciò' giu 1 botte e celle d' 
isolamento; ma se ancora riesce a mantenere alta 
la sua dignità' di uomo non può 1 che essere pazzo 
e quindi per lui non c' e' che la strada del manico- 
mio criminale. E se un detenuto e' generalmente 
discriminato, Achour lo e 1 tre volte di piu', perche' e' 
un proletario, un immigrato e non ha la pelle 
bianca. 

La barbarie carceraria ha messo in moto un mec- 
canismo infernale che rischia di stritolare Achour, 
nonostante o probabilmente proprio a causa della 
sua dignità' e fierezza d 1 animo. 

Quanti Achour ci sono nelle galere e nei lager delle 
istituzioni totali? 

Spezziamo questa spirale di violenza e sopraffa- 
zione statuale. 

Achour non può' essere lasciato solo. Achour 
Boutaleb deve essere immediatamente liberato! 

LAVORATORI SENZA FRONTIERE 

RADIO ONDA ROSSA - Rubrica "Ora di 

Evasione" 

Per chiunque voglia esprimergli la propria solida- 
rietà' scrivere a: 

ACHOUR BOUTALEB c/o O.P.G. Via IMBRIANi 
218 80136 NAPOLI 


24 





PALESTINA 


39 File : PAL20820.ASC 


VALUTAZIONI DI ALCUNI COMPAGNI 
RESPONABILI DELL'FPLP A LIVELLO DI 
INIZIATIVA POLITICA. 

"Siamo sorpresi del ruolo che ha l'Italia dentro 
l'Europa, un ruolo quasi da polizia del mediterra- 
neo, rispondiamo ora alle vostre domande su 
quale situazione si vive oggi in Palestina dandovi 
un quadro della situazione in generale. 

In passato eravamo molto piu' forti per la solida- 
rietà' che poteva venire da fuori quindi dal blocco 
sovietico, dai paesi arabi che erano piu' uniti o 
anche da altri governi come ad esempio la Siria, 
Oggi questa solidarietà' non c'e' piu', la sitazione 
dopo la guerra del golfo e' diversa, si e' avuta una 
grossa stroncatura e la situzaione e' degenerata e 
cambiata. 

Se noi dobbiamo vedere un quadro piu' generale ci 
sono delle dimensioni oltre quella palestinese che 
sono quella internazionale e quella araba. 

Rispetto al mondo arabo non c'e' piu' unita', lo si e' 
visto con la Siria, con l'Algeria o con la Libia. 

C'e' stato un cambiamento anche rispetto alla di- 
mensione internazionale: non ci sono piu' i due 
blocchi EST OVEST e quindi manca anche il 
supporto dell'UNione Sovietica. 

Rispetto alila dimensione interna non c'e' piu' 
queH'unita' che c'era prima perche' c'e' una parte di 
palestinesi che accetta il gioco americano e una 
parte che lo rifiuta: e' chiaro che la lotta non può' 
andare avanti da sola ma bisogna tener conto di 
queste tre dimensioni ( palestinese, internazionale, 
araba), avere una situazione piu' forte e continuare 
quindi ad avere solidarietà'. 

Ci rendiamo conto che si e' persa solidarietà' in 
questo passaggio. Questa situazione può' essere il 
risultato, secondo alcuni, del non aver partecipato 
dentro al processo di pace e secondo altri l'inverso: 
quando una situazione ha delle cause e dei principi 
forti anche il risultato che ha e' forte. 

Quando la situazione e' debole sin dall'inizio e' dif- 
ficile poi mantenerla forte. 

Quando e' venuto Baker per la prima volta qui nel 
'91 noi eravamo già' contrari ad incontrarlo e ab- 
biamo creato un'opposizione a questi incontri 
perche' avevamo previsto che incontrarlo voleva 


dire cadere nel gioco americano prevedendo che 
gli obiettivi di Baker erano quelli di creare un'altra 
rappresentanza alternativa all'OLP. E quindi que- 
sta e' una cosa pericolosa perche' una volta che 
s'intrecciano rapporti con Baker sarebbe iniziato un 
meccanismo, quale il processo di pace, del quale 
non ci saremmo piu' liberati. 

Quindi avevamo costituito un'opposizione e chia- 
mato i nostri colleghi a non partecipare a questi 
meeting. 

Siccome AL Fatah e altri volevano partecipare la 
cosa e' andata diversamente. 

Immediatamente ci siamo resi conto che le basi su 
cui sarebbero partiti i negoziati non comprende- 
vano nessuna delle cose che il popolo palestinese 
poteva chiedere. Ed erano appunto sui principi 
della 242 e della 338 ( risoluzioni ONU di cui si 
sapeva benissimo che non erano trattati di risolu- 
zione del problema palestinese ma sono stati scritti 
dopo la guerra del '67 per risolvere la questione 
territoriale per la quale non si trovavano d'accordo. 
Era ben chiaro sin dall'inizio che non ci sarebbe 
stata una delegazione indipendente palestinese, 
che Gerusalemme sarebbe stata esclusa dai ne- 
goziati, che non si parlava di diritto al ritorno dalla 
diaspora e altre cose, che erano le basi della trat- 
tazione: non si riconosce non solo lo stato ma 
neanche il popolo palestinese. 

Le promesse fatte dall'ONU prima dei negoziati di 
fermare gli insediamenti, le confische delle terre, le 
deportazioni, gli arresti e per la protezione degli 
alberi, come si e' potuto verificare, non sono state 
garantite perche' questi negoziati erano gestiti 
sotto la pressione israeliana e americana senza 
alcun spazio per le nazioni unite. 

Dentro questi negoziati non partecipano ne la de- 
legazione dei palestinesi di Gerusalemme perche' 
Gerusalemme e' esclusa, ne i palestinesi della 
diaspora perche' i negoziati sono per le zone di 
West Bank e Gaza. 

La situazione e' tale che la delegazione non ha la 
possibilità' di nulla, e' quasi ostaggio della doppia 
pressione: quella della gente che vuole alcune 
cose e quella dei trattati internazionali che ne vo- 
gliono altre. 

La conferenza di pace porta all'autonomia quindi 
non ad uno stato indipendente, questa autonomia 
che per 3 anni sara' sotto la guida dei giordani 
quindi dichiarando il popolo palestinese incapace 
di autoamministrarsi e lasciando aperta newi primi 
2 anni la risposta politica alla questione palesti- 
nese. 

Comprendiamo la differenza tra l'autonomia e la 
municipalità' che fu data in mano ai palestinesi 


25 





dopo le ultime elezioni. Questo termine definisce la 
possibilità 1 di controllare e gestire dentro alcune 
zone senza potersi coordinare a livelli piu 1 generali. 
Con l'autonomia si prevede a livello nazionale o 
almeno a livello di West Bank e Gaza di poter ge- 
stire le strutture civili (scuole ospedali ecc) con 
mani palestinesi. Pero 1 rimane in mano a Israele la 
sicurezza e quindi rimane la presenza militare, per 
cui di fatto magari non saranno piu' dentro la citta' 
che viene gestita dai palestinesi ma saranno ap- 
postati in una zona molto vicina e pronti a interve- 
nire in ogni momento per cui ad esempio la pre- 
senza militare rimane mentre l'aspetto civile e 
pubblico viene gestito invece dai palestinesi. 

Un altro aspetto da aggiungere e' che la municipa- 
lità’ riguardava le scuole sotto un unico diparti- 
mento di scuole, 

Rabin vuole l'autonomia perche' questa distoglie i 
palestinesi occupati nella gestione civile, dal pen- 
sare e costruire la lotta. Il motivo che distoglie la 
gente e' quello che si dice che arriveranno molti 
soldi da investire dentro questo discorso 
dell'autonomia per cui si potranno costruire una 
serie di strutture, per cui si potranno ocstruire una 
serie di strutture, per cui ci sara' una situazione di 
benessere in cui si potranno costruire fabbriche in 
cui gli stessi palestinesi che usufruiranno non vor- 
ranno piu' sentire parlare di lotta, per cui noi stessi 
quando ne parleremo sentiremo risponderci:" Ma 
siete pazzi, qui la situazione si e' modificata, final- 
mente riusciamo a costruire questo o quello, cosa 
volete?" 

Noi vediamo questo momento dell'autonomia come 
momento finale. 

Oggi nessuno può' prevedere quali situazioni ci 
saranno dopo in quanto ci sara' una situazione di 
rottura con una parte di palestinesi, quello che be- 
nificera' dell'autonomia, dall'altra parte Isarele che 
vuole questa soluzione sotto pressioni americane e 
arabe con tutti gli interessi politici ed economici che 
queste mettono in campo. 

Non possiamo dire che situazione si delinera', 
questa anche riguardo la nostra incolumità' e per 
quello che succederà'. 

Intanto c'e' una differenza tra le richieste e quello 
che sara' ottenuto e c'e' l'America che cerca di 
premere perche' i palestinesi accettino quello che 
in realta' vogliono gli isareliani. 

I palestinesi vogliono arrivare alle elezioni legisla- 
tive dove possano gestire e cambiare delle leggi e 
ricostruirsi una struttura che e' loro. Mentre gli 
israeliani parlano di elezioni amministrative e poli- 
tiche mentre in reità' quello che volgiono sono ele- 
zioni amministrative che vogliono dire per i pale- 
stinesi decidere solo una parte della loro gestione, 
cioè' non cambieranno ne le strutture ne le leggi, 


ma i palestinesi potranno pianificare questa legge 
in modo diverso. 

Quello che vuole Israele e' non dare piu' del 25% 
del Consiglio amministrativo e continuare a con- 
trollare in un altro modo ciò' che viene gestito dai 
palestinesi. Mentre invece i palestinesi vogliono 
prendere il 48% del consiglio amministrativo e la 
possibilità' di cambiare le strutture. 

L'intifada oggi e' diverso dall'lntifada che c'era 5 
anni fa. 

Non si può' piu' parlare di Intifada perche' oggi ci 
sono quelle situazioni che potevano esserci prima 
dell'inizio dell'lntifada, il tipo di lavoro che veniva 
fatto prima che iniziasse l'intifada ma non ci sono 
piu' quelle situazioni popolari e di massa che erano 
l'intifada. Questo perche' durante il terzo anno di 
Intifada e' avvenuta una scelta importante: la deci- 
sione di avviare un processo politico che viag- 
giasse in parallelo con l'intifada e che pero' questo 
processo politico, visto che prendeva forza dalla 
situazione interna delle stesse ogranizzazioni che 
si erano impegnate nell'lntifada toglieva forze 
all'lntifada. All'inizio era stato un processo che 
cercava di bilanciare le due cose per farlo viag- 
giare in parallelo con l'intifada, pero' siccome la 
decisione della leadership fuori era quella di ini- 
ziare questo processo e di, lentamente, far morire 
l'intifada. Oggi si e' arrivati a una situazione in cui 
l'intifada non si può' piu' chiamare Intifada perche' 
c'e' una lotta e un'opposizione che non e' popolare 
ma organizzata all'interno di fazioni come c'era 
nell'87 prima dell'lntifada. 

Non c'e' nessun meccanismo che supporta 
l'intifada ma perche' sin dall'inizio la leadership 
fuori (Arafat) non ha mai appoggiato piu' di tanto 
l'intifada, anzi della sua nascita ne erano sorpresi. 
In questi ultimi anni cioè 1 dal terzo anno in poi e’ 
avvenuto questo processo politico che da fuori ha 
cercato di cambiare e intervenire anche su quello 
che era la lotta interna quindi anche sui volantini e 
sulle decisioni di costruire situazioni piu 1 o meno 
popolari . 

Tutta la situazione oggi e 1 piu 1 o meno cambiata e 
anche quella sicurezza e unita 1 che dall'inizio 
dell'lntifada c'erano, quando sotto il comando uni- 
ficato per l'intifada venivano garantite alcune cose, 
strutture e altro a tutti, oggi non esiste piu' questo 
livello di unita' e, spesso, oggi non ci si può' fidare 
neanche della propria gente, in piu' la gente e' 
stanca a vedere dopo anni di lotta che quello che 
si sta ottenendo e' meno del minimo. 

Se si sapeva che quello che si otteneva era questo 
probabilmente non si iniziava nemmeno la lotta in 
questi termini e con questa forza. 

Tutti quelli che sono morti per l'indipendenza e per 
la lotta, oggi, se non si avra' l'indipendenza e non 


26 



si avra 1 io stato, e' come se fossero morti invano. 
Di questa situazione, di questa stanchezza la 
gente ne risente e quindi se da una parte si e' 
avuta una decisione dall'esterno di affievolire 
l'intifada e ricominciare le situazioni normali che 
c'erano prima quindi la lotta aH'interno delle fazioni 
e non a livello unitario di massa. Dall'altro punto di 
vista la gente e' appunto stanca di questa situa- 
zione e sta ricominciando ad avere la vita normale 
che faceva prima dell'lntifada, con le stesse abitu- 
dini: le feste, riprendere le uscite di sera, questo 
nonostante ci fossero già' situazioni di lotta ma non 
a livello popolare come cioè' durante l'Intifada, che 
e' stato un periodo in cui tutta la gente era impe- 
gnata nella lotta." 


INTERVENTO DI UN COMPAGNO 
PALESTINESE DELL'FPLP, NOTO 
GIORNALISTA DEL MONDO ARABO, UNO DEI 
RESPONSABILI DELLA QUESTIONE DELLE 
CARCERI NELLA PALESTINA OCCUPATA. 

"Sappiamo che la borghesia palestinese ha una 
posizione politica fluttuante, nel momento in cui ha 
deciso di partecipare a questa conferenza di pace 
ha scavalcato le prese di posizioni ufficiali delle 
istituzioni palestinesi ed e' andata oltre i diritti del 
popolo palestinese. 

Nel puntualizzare bene come questa delegazione 
di pace ha scavalcato tutte le risoluzioni poste 
come essenziali per i palestinesi quindi il diritto 
all'autodeterminazione ecc. 

Crediamo che nel momento in cui la borghesia 
palestinese dovesse arrivare a un accordo con lo 
stato d'Israele, se dovesse firmare le condizioni del 
processo di pace che si stanno discutendo in que- 
sti giorni riterremmo la borghesia palestinese tra— 
dritrice degli interessi del popolo palestinese. Se la 
borghesia palestinese dovesse compiere questo 
tradimento nei confronti del popolo si verrebbe a 
spezzare quell'unità' d'azione realizzata a livello 
nazionale per condurre una lotta di tipo comune, 
nel momento in cui dovesse succedere, noi come 
sinistra accuseremmo la borghesia palestinese di 
fronte a tutto il popolo e inaspiremmo molto di piu' 
la nostra lotta. 

La sinistra palestinese rappresenta l'alternativa per 
il popolo palestinese per continuare a lottare . La 
destra palestinese ha avuto come cavallo di batta- 
glia il ema della lotta nazionale per il popolo pale- 
stinese: nel momento in cui venisse a tradire anche 
gli elementi su cui questo discorso si basa come 
l'autodeterminazione e il diritto al ritorno dei pale- 


stinesi dalla diaspora verrebbe a compiere anche 
un tradimento rispetto a quello che era un compito 
politico centrale. 

La posizione della sinistra dell'FPLP e' chiara: ri- 
fiuto deciso delle elezioni amministrative, invece 
non si isolerebbe di fronte a libere elezioni che co- 
stituirebbero un passaggio verso lo stato palesti- 
nese che coinvolgesse sia i palestinesi dei territori 
occupati sia quelli della diaspora e anche il di- 
scorso sul referendum. 

Per non essere isolato l'FPLP dovrà' mettere in 
pratica una serie di tattiche (non strategie) che 
mantengono comunque l'obiettivo 

dell'autodeterminazione. 

Praticamente siamo contrari a tutto quello che 
porta all'autonomia amministrativa, quindi loro ri- 
fiutano la partecipazione a organismi o strutture 
politiche che hanno a che fare col processo che 
porta alla autonomia amministrativa pero' siamo 
ben presenti in tutte le altre strutture diffuse nel 
sociale: nei sindacati, negli ospedali, nell'università' 
dove partecipano alle elezioni. 

L'intifada era scoppiata e si era radicata nella so- 
cietà' palestinese portando avanti gli slogan 
LIBERTA' e INDIPENDENZA. 

Ci sono due diverse posizioni politiche 
dell'INTIFADA: una della della sinistra palestinese, 
che e' quella del FPLP, e' che ci sarebbe voluto un 
lungo periodo di tempo e una lunga lotta per poter 
arrivare all' obiettivo, una della destra palestinese 
che pensava che l'intifada potesse portare 
all'indipendendenza in un breve periodo. 

Se noi dovessimo costruire un grafico dell'lntifada 
in questi 5 anni noi vedremo che nei primi 2 anni 
c'e' stata un ascesa continua della tensione della 
partecipazione della lotta. 

Poi un momento di stasi e nell'ultimo periodo, in 
particolare da quando sono iniziati i colloqui di 
pace, c'e' stato un declino dovuto al fatto che co- 
loro che appoggiano un processo di pace ovvia- 
mente dicono che questo porterà' a della soluzioni 
il che contribuisce a determinare questo calo di 
tensione, quindi questo calo dell'lntifada. 

Comunque pensiamo che l'intifada non sia finita. 
Ci sono piu' ragioni fondamentali per capire 
l'indebolimento dell'lntifada. 

La prima ragione riguarda il popolo palestinese che 
ha dimostrato una debolezza. 


27 



La seconda ragione riguarda i paesi arabi, sia per 
quanto riguarda i governi arabi sia per quanto ri- 
guarda la gente dei paesi arabi che non ha ap- 
poggiato l'Intifada palestinese. 

Il terzo motivo e' la repressione sempre piu 1 spie- 
tata che si e' verificata nei territori occupati e che 
ha contribuito a far abbassare il livello di lotta. 

Gli slogan essenziali dell'lntifada sono liberta' e in- 
dipendenza che sono gli stessi obiettivi di cui si e' 
fatto carico il processo di pace. Nel momento in cui 
il processo di pace non dovesse raggiungere que- 
sti due obiettivi ci sarebbe una ripresa della lotta. 

Noi non possiamo dire in che modo la lotta conti- 
nuerà', sappiamo che continuerà' dal momento in 
cui noi siamo privati di tutti i nostri diritti. 

C'e' stata una fase in cui la lotta era sopratutto di 
tipo militare con attacchi portati dalla Giordania, dai 
feddahin ecc. 

Poi c'e' stata la fase dell'lntifada e noi non sap- 
piamo cosa ci sara' dopo non possiamo dirlo. 

Comunque finche' saremo privati come nostri diritti 
di popolo ecc, e' sicuro che la lotta continuerà', non 
si sa in che forme, ma continuerà'. 

Tutti i governi dell'area mediorientale sono sotto- 
messi alla potenza imperialista degli americani. 
Quando e' scoppiata la guerra nel golfo i palesti- 
nesi sono stati a favore di Saddam perche' attac- 
cava Israele. In quel momento per favorire gli in- 
teressi della potenza americana i governi arabi 
hanno obbligato i palestinesi ad accettare le con- 
dizioni degli americani e cioè' di entrare nel pro- 
cesso di pace. 

Noi critichiamo all'OLP il fatto che l'OLP instaura 
dei rapporti diplomatici con i governi dei vari paesi 
arabi, mentre invece non prende in considerazione 
e non si rapporta coi movimenti popolari dei paesi 
arabi. Questa e' una critica ben precisa che fac- 
ciamo all'OLP non aver preso in considerazione i 
movimenti di massa dei paesi arabi. 

La terza questione e' il fatto che i movimenti popo- 
lari nei paesi arabi non sono maturi a sufficenza 
sono deboli e comunque sottoposti alla pressione 
dei loro governi. 

Comunque e' difficile andarsi a rapportare con 
questi movimenti a una simile situazione di debo- 
lezza e di scarso radicamento. 

In questa fase in Giordania si sta verificando un 
processo di democratizzazione molto importante 


che noi vogliamo appoggiare perche' noi siamo 
dalla parte della democrazia per cui per noi e' 
molto importante stare dentro a questo cambia- 
mento profondo che si sta verificando in Giordania, 
noi siamo per la democrazia, quindi lottiamo per 
portare questo processo sempre piu' avanti, per 
rafforzarlo, perche' non ci possiamo dimenticare 
che in Giordania c'e' una monarchia e che questi 
potrebbero tornare indietro da un momento 
all'altro. 

A proposito della determinazione del popolo curdo, 
noi vorremmo che la questione dei curdi portasse a 
riflessione tutto il movimento arabo, contro tutto 
quello che fa a livello repressivo il governo turco 
contro i curdi. 

Siamo anche contrari al fatto che il governo ira- 
cheno vuole annettere con la forza il territorio 
curdo. 

Bisognerebbe dare l'autodeterminazione al popolo 
curdo, noi dei territori occupati terremo i nostri 
rapporti coi curdi. 

Penso che non ci saranno dei grossi cambiamenti 
rispetto al congresso delPFPLP che si terra 1 fra un 
paio di mesi. 

Uno dei quesiti principali sara 1 analizzare come la 
cospirazione americana sta lavorando contro la 
causa palestinese. Verrà 1 anche discussa la que- 
stione delle differenze fra le varie componenti poli- 
tiche palestinesi. Viene anche discusso il pro- 
gramma politico di lotta e di conflitto per confron- 
tarsi col particolare momento di questa fase poli- 
tica. La nostra opinione e 1 che non abbracceremo 
questo processo di pace. 

A pugno chiuso" 


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L'EUROPA DEI PADRONI 


40 File : BIAEC.TXT 


Intervista realizzata da Radio Sherwood a Giudo 
Bianchini sul riallineamento monetario europeo. 

Puoi spiegarci in termini semplici e elementari che 
cosa significa il riallineamento monetario in seno 
allo SME e cosa significa per noi la svalutazione 
della lira italiana? 

Intanto bisogna chiarire che, dopo Bretton Woods, 
le monete non vengono più espresse sulla base 
delle loro riserve auree, ma sulla base del loro 
rapporto col dollaro. In breve, almeno in teoria, le 
monete sono solo dei certificati di dollaro, cioè 
sono scambiabili tra di loro, ma soprattutto sono 
scambiabili con dollari. Il dollaro è la moneta in- 
ternazionale, la moneta nella quale tutte le altre 
monete sono trasformabili. In pratica, tante lire ita- 
liane comprano tanti dollari, tanti marchi tedeschi 
comprano tanti dollari. Gli scambi tra monete, ri- 
spetto al dollaro, vanno spiegati in questo modo: 
esiste una zona di libero scambio chiamata 
Comunità Europea, nella quale le monete sono 
obbligate a fluttuare entro limiti determinati, ma 
questo gruppo di monete che fluttuano dentro limiti 
determinati all'Interno della CEE non possono fare 
la stessa cosa rispetto al dollaro. Il dollaro fluttua 
liberamente essendo la moneta di riferimento di 
tutte le altre monete. Dunque, per quanto riguarda 
il rapporto lira-dollaro, ci viene detto che in questo 
momento il dollaro vale meno, il che significa che 
tutte le merci che noi compriamo e che sono 
espresse in dollari costano meno, ma significa 
anche che gli Americani possono esportare la loro 
produzione più facilmente, perchè il dollaro co- 
stando meno rende più a buon mercato le merci 
americane. Questa è la ragione per cui Bush che 
deve migliorare la propria bilancia dei pagamenti e 
la bilancia commerciale, lascia fluttuare libera- 
mente il dollaro e ha chiesto alla propria Banca 
Centrale di non intervenire nel mercato dei cambi 
per correggere la valutazione del dollaro, perchè lui 
ha l'interesse che il dollaro cali di valore. Al contra- 
rio, quando noi compriamo della benzina, per 
esempio, siccome la benzina è espressa in dollari, 
adesso compreremo la benzina a un prezzo mi- 
nore, quindi noi, per le merci che compriamo 
all'estero il fatto che il dollaro dimunuisca è un 
vantaggio per chi compera all'estero, ma è uno 
svantaggio per chi deve vendere perchè si troverà 
nel mercato internazionale le merci americane più 
a buon mercato. 


Il problema della svalutazione della lira italiana. 

La lira italiana non si è riallineata nello SME, la lira 
italiana è stata svalutata. La storia del riallinea- 
mento, si chiama così, perchè una volta che una 
moneta viene svalutata all'interno del serpente 
monetario, la composizione dello scudo che è la 
moneta con cui si esprimono le monete all'interno 
della CEE, essendo questo composto percentual- 
mente da tutte le monete, è vero che bisogna rial- 
linearlo, ma in realtà la lira italiana si è svalutata 
anche rispetto alla dracma greca. Il che significa 
che non c'è stato riallineamento, ma una pura e 
semplice svalutazione della lira. 

La cosa è grave non sul piano puramente moneta- 
rio, ma sul piano dei prezzi relativi, perchè se noi 
abbiamo avuto quest'anno un'inflazione del 7% 
significa che i salari che non possono più essere 
modificati dall'indicizzazione come è stato stabilito 
dall'accordo di luglio, non solo comprano in meno 
la quota di inflazione all'interno del loro paese, ma 
a partire da oggi compereranno il 7% in meno delle 
merci che sono comprate all'estero. 

Ma cosa significa questo? Vuol dire che se io 
compero una merce all'estero questa sarà per me 
più cara del 7%; se io vendo una merce all'estero, 
la mia merce sarà meno cara del 7%. Ma poiché 
quando compro sono io il consumatore e quando 
vende è il capitalista che vende, i vantaggi, è evi- 
dente, vanno a chi vende e non a chi compera. 
Dunque, primo svantaggio. 

All'interno della CEE questa crisi non è stata pro- 
priamente determinata dal marco tedesco, perchè 
la sopravalutazione della lira c'era da molto tempo 
ed è stata difesa strenuamente dalla Banca d'Italia 
con iniezioni di acquisti di lire e vendita di marchi, 
ma è anche facilitata dal fatto che, all'interno 
dell'Europa, la Germania aveva adottato una poli- 
tica di alti tassi di interesse da pagare a chi pre- 
stava denaro al capitale tedesco, il che favoriva 
evidentemente l'afflusso di capitali esteri in 
Germania e quindi la smobilitazione degli stessi 
capitali dagli altri paesi. Il che significa che chi 
possedeva lire le vendeva per comprare marchi, 
perchè era favorito dal fatto che in Germania il 
tasso di interesse che riceveva comprando obbli- 
gazioni tedesche era più elevato. Adesso il marco, 
la Bundesbank, ha abbassato di mezzo punto il 
costo del proprio denaro. Questo vuol dire sem- 
plicemente che ha inviato un segnale timido 
all'estero della volontà dei Tedeschi di non dan- 
neggiare troppo gli altri nella ricerca in cui si trova 
di capitali per finanziare l'unificazione tedesca. 

I prossimi giorni diranno se la riduzione di mezzo 
punto operata dalla Bundesbank al proprio costo 
del denaro sarà significativa o meno. Oggi come 
oggi non è possibile dirlo anche se si è facilmente 
profeti qualora si dica che l'abbassamento di 
mezzo punto nel tasso ufficiale di sconto operato 


29 





dalla Bundesbank non può essere nient'altro che 
un segnale, non è cioè una significativa riduzione 
del costo del denaro in Germania. 

All'interno dell'Europa questa politica che i tedeschi 
fanno di far affluire prevalentemente capitali esteri 
alle proprie finanze, è semplicemente dovuta al 
fatto che nel momento in cui i Tedeschi hanno bi- 
sogno di capitale, se ne fregano se l'Europa viene 
deprivata dei capitali che gli altri paesi d'Europa 
avevano, perchè ogni stato si regola secondo in- 
teressi specifici. Bisogna anche dire che l'Italia non 
è che ha un tasso di sconto basso, ha un tasso di 
sconto del 1 5% circa, ma non può invocare 
l'altezza degli altrui tassi di sconto per dire che i 
capitali sono fuggiti dall'Italia. I capitali sono fuggiti 
dall'Italia, perchè evidentemente il nostro paese è 
scarsamente credibile. Personalmente ritengo che 
la svalutazione di oggi non sia particolarmente 
grave, ovvero è grave, ma ci sono delle cose più 
gravi che sono avvenute nel passato di cui la 
stampa ha parlato molto meno: per esempio il fatto 
che i salari sono praticamente bloccati è una cosa 
che si aggiunge all'inflazione, ma il grave di questo 
fatto esisteva già prima, caso mai la svalutazione 
di oggi si aggiunge come fatto grave ad altri fatti 
gravi. 


41 File : MAASTR1C.TXT 


Intervista a un compagno di Quìlombo dopo il re- 
ferendum su Maastricht 

Si può' già' fare qualche primo commento. 

Malgrado tutta la propaganda della classe politica 
di sinistra e di destra il risultato e' molto stretto. E' 
chiaro che il voto No e' stato un voto di protesta 
per molte categorie sociali, che non sono contente 
della situazione, come nelle regioni rurali del sud in 
cui i contadini si sono scontrati con la politica 
agricola dell'Europa. Questi hanno votato in gran 
parte per il no, al di la' di quello che e' il pro- 
gramma agricolo proposto dalle singole forze poli- 
tiche. 

La stessa cosa si verifica nelle periferie operaie di 
Parigi, in cui il voto per il No e' stato maggioritario e 
molto forte, Per esempio a Ivry che e' un quartiere 
operaio della periferia di Parigi si e' raggiunta la 
percentuale del 72% di NO. 

Altro dato e' che in Corsica dove il movimento in- 
dipendentista aveva chiaamato all'astensione, (non 
voleva rispondere ad una richiesta che non gli era 
stata posta), la media delle astensioni e' stata del 
45%, Questa e' stata una vittoria del movimento 
indipendentista che ha dimostrato il suo peso 
nell'isola. 

Per noi compagni francesi il risultato del referen- 
dum non conta tanto ma c'e' una osservazione da 
fare: questa operazione e' stata pensata da 
Mitterand come un operazione di propagnada per il 
governo e l'assenza di una vittoria netta prova che 
c'e' una situazione di crisi della classe politica che 
ha impedito intorno all'ideologia dell'Europa una 
adesione massiccia delle masse. 


30 




COMUNICAZIONE 


43 File : HACKART.MSG 


42 File : ANNZERO.TXT 


IL 15 SETTEMBRE 1992 E' USCITO 
ZERONETWORK 

Giornale Telematico per l'autonomia in rete, 
a cura dei gruppi ECN (European Counter 
Network) 

In questo numero: 

GLI SPETTATORI DIVERTITI SONO I 
PEGGIORI. ..inserto speciale su: violenze a 

Rostock, vento di destra, le leghe, il razzismo 
DAGLI STATES: Approfondimenti di Michael Hardt 
su Los Angeles Novos, Letture sparse sulla rivolta, 
La Convenction amerikana. 

HANNIBAL AD PORTAS: dopo il vertice di Rio ri- 
flessioni sul ritorno all'ecologia. 

INTERVISTA Al FUGAZI, EX- JUGOSLAVIA: 
blocchiamo l'industria bellica italiana, ASILI NIDI, 
IL GOVERNO AMATO, PARTO NATURALE, 
NETWORK TRA LE RADIO ANTAGONISTE, 
ELOGIO A GUATTARI, TRA TELEMATICA E 
CONTROPOTERE ... e molto altro ancora. 

ABBONATI ORA! 

ZeroNetwork è disponibile in abbonamento postale 
per i 4 numeri di settembre, ottobre, novembre, 
dicembre 1992 a lire 10.000 con versamento sul 
Conto Corrente Postale N. 17505355 intestato a 
Teleradiocity Vicolo Pontecorvo 1 PADOVA con la 
causale "per ZERO" 

Immetti i tuoi contributi presso la rete telematica 
ECN: PADOVA 049-87561 1 2 


i Segnalazioni iniziative 
#62 

Dt: 15-09-92 14:37 
By: Tommaso Tozzi 
To: All 

Re: Hacker Art BBS 

ATTENZIONE!!! HACKER ART BBS ha cambiato 

numero!!!! 

Il nuovo numero e': 055-4224410 
Finalmente 24 ore su 24 a vostra disposizione!!!! 

Potrete trovare al suo interno il contenuto dei 
messaggi dell'area CYBERPUNK nazionale e 
quelli dell'E.C.N.. Inoltre potrete partecipare allo 
scambio/creazione interattiva di immagini e brani 
musicali realizzati tramite computer. E' in corso un 
progetto di creazione di musica digitale tramite 
scambio in banca dati. I brani musicali cosi' creati 
verranno registrati e inseriti all'interno di un CD 
audio che uscirà' a novembre di quest'anno. Il CD 
si chiamerà' "Musica Interattiva" e sara' totalmente 
autoprodotto da Tommaso Tozzi con la collabora- 
zione e distribuzione di alcune realta' antagoniste 
nazionali che provvederanno alla distribuzione del 
prodotto all'interno dei negozi di musica, computer, 
gallerie d'arte e librerie (insieme al CD sara' di- 
stribuito un libro). Il progetto MUSICA 
INTERATTIVA, come qualsiasi altra cosa realiz- 
zata tramite HACKER ART BBS e' totalmente NO 
PROFIT, prevedendo il semplice rientro delle 
spese. Al progetto MUSICA INTERATTIVA sa- 
ranno presenti tra gli altri brani musicali o testi di: 
Decoder (Milano), Vittore Baroni (Viareggio), 
Stefano Bettini (Il General e, Firenze), Centro di 
Comunicazione Antagonista (Firenze), Giuseppe 
Chiari (Firenze), Maurizio Fasolo (Pankow), 
Giovanotti Mondani Meccanici (Firenze), Gli utenti 
di Hacker Art BBS, Jumpy Velena (Cybercore, 
Bologna), Sergio Messina (Radio Gladio, Roma), 
MGZ (Far, Savona), Maurizio Montini (Firenze), 
Nautilus (Torino), Roberto "TAX" Farano 
(Negazione, Torino), Tommaso Tozzi (Firenze), 

Wide Records (Pisa) Accorrete e partecipate 

numerosi... non ve ne pentirete!!!! 

Siate protagonisti! Dal consumatore al 
PRODUTTORE!!! Il sysop di Hacker Art BBS: 
Tommaso Tozzi. 

* Origin: ECN - MILANO (0:0/0) 


31 






44 File : BOLOFAX 


il numero di fax per Bologna (CCA - ECN - 
Comitato senza Frontiere - Immagina/Azione - 
Radio RKC - Universitari) e' da oggi il (051) 

266320 


45 File : SIOP.DOC 


LOTTA E COMUNICAZIONE 

NON VI DIREMO CHE LA MANOVRA AMATO 

COLPISCE SEMPRE GLI STESSI 

QUESTO GIÀ ‘ LO SAPETE 

NON VI DIREMO CHE E' NECESSARIO 

LOTTARE 

QUESTO GIÀ 1 LO STATE FACENDO 

NON VI DIREMO NEMMENO CHE I SINDACATI 

CONFEDERALI 

SONO DEI SERVI AL SOLDO DEI PADRONI 
QUESTO L'AVETE CAPITO PAGANDOLO SULLA 
VOSTRA PELLE 

E CHE L'AUTOORGANIZZAZIONE SIA UNA 
NECESSITA 1 

L'AVETE DIMOSTRATO DELEGITTIMANDO I 
BUROCRATI 

IN OGNI LUOGO DI LAVORO 

Quello che vogliamo dirvi e' che la storia dei movi- 
menti di questi ultimi anni hanno dimostrato che la 
comunicazione e 1 fondamentale per lo sviluppo e 
l'incisività 1 della lotta. 

Pertanto noi come Centro D'Informazione E 
Comunicazione Antagonista ci proponiamo come 
centro di servizio/informazioni per tutte le realta' di 
base che vogliono trasmettere o ricevere notizie 
sulle lotte in corso. 


Abbiamo un fax con cui tempestare le redazioni di 
giornali, radio, televisioni; abbiamo la possibilità' di 
trasmettere notizie su di una rete nazionale ed 
europea d'informazione telematica e persino sca- 
denze di lotta su videotel. 

NELLA COOPERAZIONE LA RIUSCITA DEL 
NOSTRO COMUNE OBIETTIVO 

CENTRO D'INFORMAZIONE E 
COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 

VIA DEI TRANSITI 28 MILANO 
TEL. e FAX 26141218 


CINEMA 


46 File : CAMPBELL.DOC 


WAYNE CAMPBELL OPERAIO SOCIALE 


"Nella società produttiva post-industriale, i 
soggetti produttivi si costituiscono, tendenzial- 
mente, prima e in modo indipendente dall'attività 
deH'imprenditore capitalista. La cooperazione so- 
ciale del lavoro sociale nella fabbrica, nella fab- 
brica sociale, nell'attività terziaria, manifesta 
un'indipendenza di fronte alla quale la funzione 
imprenditoriale si adatta piuttosto che esserne la 
fonte e l'organizzazione. Questa funzione impren- 
ditoriale, 'personificazione del capitale', invece di 
costituire una premessa, deve piuttosto ricono- 
scere l'articolazione indipendente della coopera- 
zione sociale del lavoro nella fabbrica, nella fab- 
brica sociale e nel terziario di punta e adattarvisi 1 ' 
(M. Lazzarato - A. Negri, "Lavoro immateriale e 
soggettività"). Di questo e di altro sembra parlarci 
lo schizzatissimo "Fusi di testa" ( Wayne's World, 
di Penelope Spheeris, Paramount, USA 1992), 
che, dopo l'inculata presa con il banale, sdolcinato 
e pompatissimo - dal solito "Manifesto" - Tokyo 
Decadence ( dieci carte buttate al vento!), mi ha 
reso molto meno deprimente l'inizio della cinesta- 
gione 1992-93. 

Solo recentemente - e in ogni caso da 
parte di pochi osservatori - si è smesso di guar- 
dare alla produzione subculturale giovanile esclu- 
sivamente in termini semiologici ( nelle analisi di 
Stuart Hall o di Dick Hebdige: sottoculture = "forme 
di resistenza simbolica" all'atomizzazione e alla 
polarizzazione sociale, sfide agli stereotipi della 
cultura "adulta", autoproduzione di "identità alter- 
native" tramite il dirottamento e il riciclaggio dei 
messaggi mediali ). 

Certo l'osservazione partecipante, con un 
occhio a Gramsci e l'altro a Roland Barthes, ha 
rappresentato un notevole passo avanti rispetto 
alle raccapricciate descrizioni da parte dei media 
e/o alle pericolose indagini delle scienze sociali di 
regime ( "Ora scrivono di lui e parlano di lui / lo 
psicologo, il sociologo, il cretino..."), operazioni fi- 
nalizzate a costruire una teoria delle devianze, una 
macchina-discorso repressiva. Ma ciò che conti- 
nuava a sfuggire era il ruolo barometrico delle sot- 
toculture, vale a dire: 

a) la loro "inconsapevole" (sarà poi vero?) 
prefigurazione - soprattutto a livello comporta- 
mentale - della futura composizione di classe, dei 
mutamenti nella cooperazione sociale produttiva - 
x es. l'attuale società post-industriale è basata 


32 







sulla corruzione e sulla messa a profitto del "rifiuto 
del lavoro", pratica di massa dei movimenti radicali 
negli anni '60-70 ma già presente nella rivolta 
beat dei fifties americani; 

b) la segnalazione - mediante collages, 
détournements e riciclaggi dei segni-merci - di 
nuovi settori di consumo, nuove attitudini feticisti- 
che verso cui dislocare investimenti - vedi il con- 
tributo neppure troppo sotterraneo dato dal punk 
all'industria dell'abbigliamento di massa; 

c) Infine, in un contesto economico-sociale 
dominato dalla produzione di spettacolo e merce- 
informazione, spicca il partecipare - senza bisogno 
di retribuzione, anzi, letteralmente a proprie spese 
- delle subculture giovanili all'innovazione delle 
tecniche di controllo e recupero, quindi 
all'accumulazione di sapere per il capitale. 
Insomma, di capitale cognitivo. 

Le subculture giovanili vanno ricondotte a 
pieno titolo nell'irrequieta nebulosa 
dell'INTELLETTUALITA' DI MASSA, anche quando 
la maggior parte dei loro esponenti fossero anal- 
fabeti. Vi assicuro che dico sul serio, non si tratta di 
sterile provocazione! 

Nel film in questione, "Wayne's World" è il 
nome di uno strampalato talk-show in onda su una 
TV locale di Aurora, Illinois, condotto da un gruppo 
di headbangers ( preferisco questo termine 
all'orribile "metallari") che usano come studio il 
garage del loro leader, Wayne Campbell. Il pro- 
gramma piace a Benjamin, un viscido e soap-ope- 
ristico produttore di Chicago che, inondati di dollari 
i nostri eroi, fà firmare loro un contratto-capestro 
che li lega mani e piedi ad un invadentissimo 
sponsor, la megasalagiochi "Noah’s Arcade". Una 
volta scoperto che il suo show è stato snaturato, 
Wayne sabota l'intervista in diretta al proprietario 
della sala, facendosi licenziare in tronco. Non 
contento, il laido Benjamin gli ruba la morosa, 
bassista e cantante di una Rock'n'roll band piutto- 
sto levigata e mainstream. Inutile raccontare il tri- 
plo (!) finale del film, basti dire che sarà uno spet- 
tacolare TV Hacking l'arma con cui Wayne risolle- 
verà le sorti del suo personale conflitto. 

Va detto che il film è una miniera di gags e 
citazioni dal cinema di genere e dall'universo della 
tv-spazzatura americana, e che un canovaccio 
apparentemente uguale a mille altri è "trattato" con 
autoironia e imprevedibilità. Ma ciò che più conta è 
che in esso viene descritta ( in tono ora sur-, ora 
iper-, ora semplicemente -realistico) la lotta quo- 
tidiana di Wayne e del suo amico Gart contro la 
noia di una società interamente suburbanizzata, 
dove l'unica scelta è quale modello Identificativo 
lasciarsi imporre. Wayne e gart sono compieta- 
mente dentro tutto questo, tant'è che s'inchinano 
davanti al loro idolo Alice Cooper e basta una 


stratocasster bianca a dar loro una ragione di vita; 
ma è il loro show autoprodotto a salvarli, il loro 
temporaneo riappropriarsi delle macchine della 
comunicazione. 

Certo in quello che fanno non c'e' disin- 
canto nè partecipazione critica, eppure Wayne e 
Gart riescono a "reinvestire" la loro attitudine ul- 
trafeticistica nel rifiuto di conformarsi ai dettami dei 
media ufficiali , ai percorsi della TV nazional-po- 
polare ( "Ai Led Zeppelin non interessava scrivere 
canzoni che piacessero a tutti! Hanno lasciato 
questo compito ai Bee Geesl", dice Wayne a pro- 
posito del suo dissenso con benjamin). 

Una nota di biasimo: la colonna sonora ( a 
parte i dinosauri Hendrix e Zeppelin ) è abbastanza 
schifosa, tipico Hard-Rock FM-oriented. Non 
avrebbe avuto più senso l'inserimento di gruppi 
come Pearl Jam, Nirvana o Mudhoney, attuali 
protagonisti della rivitalizzazione di un rock duro il 
cui nocciolo stava seriamente rischiando, negli 
anni '80, di essere occultato da riffs tutti uguali, te- 
sti reazionari, lustrini, pesanti make-ups, facce da 
pirla e chiome cotonate? 

R.B., 14 settembre 1992 


ecn milano 


33 




CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 


CALENDARIO DEI CONCERTI 


venerdì 1 2 ottobre 

DAVE ELDER (folk blues - USA) 


sabato 3 ottobre 

BURNING HEADS (Orleans - Francia) 
THOMPSON ROLLETS (Francia) 


venerdì' 9 ottobre 


sabato 1 7 ottobre 


INTIFADA 


YOUTH BRIGADE (Usa) 
FALL OUT (La Spezia) 


venerdì' 16 ottobre 

HAONTED HENSCHEL (Kassel Germania) 


sabato 24 ottobre 


sabato 31 ottobre 


Venerdì' 6 novembre 


LETHAL GOSPEL (Usa) 


AGENT '86 (Usa) 
PUNISHMENT PARK (Usa) 


BACKSLIDERS (Francia) 


sabato 7 novembre 


NICOTINE SPYRAL SURFERS 
AMANITA'S QUASAR 


Venerdì 1 27 novembre 


Venerdì' 4 dicembre 


SALE DEFAITE 


KILL THETHRILLS 


Sabato 5 dicembre 

RAYMONDE E LES BLANC BECS (Parigi) 



Sabato 1 9 dicembre 


RESISTENZA 


F.i.P. MI Leoncavallo, 22 - 28/09/92